HomeCuriositàStorie d'altri tempi:Petralia Soprana,A PURTICEDDA... NNA GNA VIVÌ

Storie d’altri tempi:Petralia Soprana,A PURTICEDDA… NNA GNA VIVÌ

Di lei si sa poco.Era bassina, rotondetta, abiti scuri. Moglie di un falegname, i due figli avevano un’avviata ebanisteria in via Garibaldi. Insieme costruivano mobili di un certo pregio.A gna Vivì era famosa per le sue pratiche esoteriche.Chi sa oggi cos’era “’u ciarmu”? Quando ero piccolo io (anni ’50), se avevo mal di pancia dovuto ai vermi, non c’era né pediatra né farmacia. Mia madre mi avvolgeva in una copertina e mi portava dalla gna Viví.

Solo lei poteva guarirmi attraverso un “ciarmu” sul pancino, recitando parole magiche e incomprensibili, massaggiandomi e intingendo la mano di tanto in tanto nell’olio d’oliva, fino a quando, forse per una forma di autosuggestione, non dicevo che mi era passato. Dopodiché potevamo tornare a casa senza che la gna Viví avesse chiesto alcun compenso.Dicono che la parola “ciarmu” deriva direttamente dal francese “charme”: incantesimo, inteso in questo caso come scongiuro. Da dove il verbo “cirmare” i vermi.

Ma la gna Vivì operava anche in altro modo, questa volta con gli adulti: se qualcuno era perseguitato dalla mala sorte e gli accadevano disgrazie ricorrenti di ogni sorta, si faceva presto a dire che fosse perseguitato dal malocchio.Bisognava allora ricorrere a qualche rito magico per togliere “l’occhiatura” (il malocchio).

La vittima del sortilegio sedeva di fronte alla gna Vivì, che gli copriva il capo con un panno bianco e su di esso poneva un piatto con dell’acqua. Poi cadeva in una sorta di trance e sull’acqua faceva sgocciolare dell’olio di oliva, pronunciando una tiritera incomprensibile, parole magiche, mentre col pollice faceva tanti segni di croce. Era tutto un rito misterioso in cui si fondevano religione e magia.

Il responso era dato dalle gocce d’olio, a seconda che si diradassero o si aggregassero. Così si coglieva il segnale se c’era malocchio o no.In ogni caso il malocchio era stato allontanato.Per operare con questa magia occorreva avere il dono e aver ricevuto l’investitura in famiglia, sempre da donna a donna.A gna Vivì abitava in corso Umberto, all’imbocco di una lunga inferriata.Non c’era nella sua casa un luogo prescelto per operare questi rituali: qualunque stanza andava bene.In una comunità povera di mezzi, fu per molti una presenza generosa di fiducia, di sollievo e di conforto quantomeno psicologico.

ENZO ORLANDO

Ricordiamo che proprio a Petralia Soprana è stato girato il film La Bocca dell’Anima di Giuseppe Carleo ispirato a questi temi

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