Il nome di Valerio Rizzo è ora scritto anche nel cielo. Il 7 settembre l’Unione Astronomica Internazionale ha assegnato il nome del pianista e compositore siciliano, scomparso nel 2025, ad un asteroide: (151280) Valeriorizzo. Scoperto il 10 gennaio 2002 dal programma CINEOS a Campo Imperatore, era fino a oggi identificato con la sigla 2002 AM188.
La dedica ufficiale ne ripercorre in poche righe la vita musicale. Nella traduzione italiana: «Valerio Rizzo (1992–2025) è stato un pianista italiano di musica classica e jazz, docente al Conservatorio “Arturo Toscanini”. Si è esibito a livello internazionale con artisti e orchestre di rilievo e ha composto l’album jazz Colmare D’Argento, pubblicato postumo».
“Ho avuto l’idea di voler dedicare un asteroide a Valerio ad inizio luglio di quest’anno – racconta Alessandro Nastasi, l’astronomo che lavora presso il Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche GAL Hassin e che ha proposto l’assegnazione del nome di Valerio a un corpo celeste -. Mi sembrava un bel modo per legare il suo nome a qualcosa di concreto, eterno e poetico al tempo stesso, soprattutto in prossimità della data del suo compleanno. A metà luglio ho avanzato quindi la proposta al mio collega e collaboratore Fabrizio Bernardi, astronomo italiano e scopritore di varie decine di asteroidi dagli anni 2000. Per poter assegnare il nome ad un asteroide, infatti, è necessario che la richiesta venga avanzata dal suo scopritore all’Unione Astronomica Internazionale (IAU): l’organo internazionale che regola l’assegnazione dei nomi agli asteroidi. Inoltre, l’asteroide da nominare deve avere un’orbita ben definita, cosa che richiede spesso parecchi anni per potersi realizzare. Fabrizio si è reso subito disponibile a proporre uno dei suoi asteroidi per Valerio, cosa che mi ha riempito di enorme gioia.
Insieme alla Famiglia, quindi, abbiamo provato a definire una dedica da associare al nome di Valerio, e questa forse è stata la parte più difficile: dover esprimere la grandezza e la bellezza di un grande artista in pochissime righe.
Grazie a Fabrizio, la proposta di assegnazione dell’asteroide è stata quindi inviata alla commissione IAU. Ci sono voluti due mesi, ma alla fine la proposta è stata accettata e pubblicata sul bollettino di settembre. È stato davvero emozionante vedere il nome di Valerio associato per sempre ad un asteroide della fascia principale, tra Marte e Giove: il numero 151280, che da ora in poi verrà chiamato e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come (151280) Valeriorizzo!”
Nel suo ultimo disco, Colmare D’Argento (ASCOLTA ALBUM), immagini astronomiche e riferimenti letterari prendono forma attraverso la composizione e l’improvvisazione. Tra i brani c’è M101, ispirato all’omonima galassia: “Chi ha avuto modo di conoscerlo, sa benissimo che Valerio si è sempre identificato come una persona speciale – dichiara la famiglia Rizzo -. Dopo aver lasciato un segno indelebile su ognuno di noi, la sua luce continuerà a brillare attraverso un asteroide che porterà il suo nome, continuando la sua orbita attorno alla luce del sole e rappresentando un ponte ideale tra il suo operato sulla Terra e l’immensità dello spazio. Questo legame è stato più volte ripreso da Valerio e ben rappresentato all’interno del suo album postumo “Colmare d’Argento”, pubblicato a dicembre dello scorso anno.
Il brano “M101”, infatti, è esplicitamente dedicato a Messier 101, una galassia a spirale nella costellazione dell’Orsa Maggiore. Il brano è caratterizzato da una scrittura musicale ampia e circolare, concepita per evocare il lento ruotare della galassia. A differenza delle onorificenze terrene, ricevere un simile riconoscimento ha un significato profondo. È una forma di immortalità, perché il nome di questo corpo celeste diventa permanente finché esisterà la civiltà umana. Il fatto che la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto il valore del contributo artistico di Valerio alla società rappresenta per noi uno dei più alti attestati di stima.”
Pubblicato dopo la sua scomparsa, l’album raccoglie musiche scritte dal pianista e conserva la sua ricerca tra suono, immagini e silenzio. Valerio Rizzo ha attraversato il repertorio classico e il jazz, esibendosi in Italia e all’estero e affiancando ai concerti l’insegnamento del Pianoforte jazz al Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera. Con questa intitolazione, il suo nome entra nel catalogo dei corpi minori del Sistema solare e continua a raccontare il percorso di un musicista che aveva fatto della ricerca una parte essenziale della propria arte.
Valerio Rizzo è stato pianista e compositore, attivo tra musica classica e jazz. Inizia a suonare pianoforte e fisarmonica fin dall’infanzia, formandosi inizialmente al Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani e conseguendo nel 2009 il diploma in performance pianistica classica per la Associated Board of the Royal School of Music. Parallelamente intraprende lo studio del jazz presso la Open Jazz School di Palermo, esibendosi in importanti contesti internazionali come il Langnau Jazz Festival. Nel 2014 consegue con Lode il Diploma Accademico di primo livello in Pianoforte Jazz al Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, con una tesi di impronta estetico-filosofica, mentre prosegue gli studi di Filosofia all’Università di Bologna. Nel 2017 ottiene con Lode e Menzione d’Onore il Diploma Accademico di secondo livello in Pianoforte Classico Solista presso il Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo. Nel corso della sua carriera collabora con numerosi artisti e formazioni jazz e orchestrali, esibendosi in festival e rassegne in Italia e all’estero (tra cui Palermo Jazz Festival, Pisa Jazz Festival, Cheltenham Jazz Festival). Affianca all’attività concertistica un costante lavoro tra musica e teatro ed è docente di Pianoforte Jazz presso il Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera. Il suo progetto di musiche originali “Colmare D’Argento”, presentato in anteprima nel 2024, rappresenta la sintesi più compiuta della sua visione musicale.









