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Ospedale Giglio: La Fp Cgil Palermo chiede la trasformazione “in struttura pubblica a tutti gli effetti”

 “Basta giochi politici, nomine e poltrone. L’ospedale Giglio diventi una struttura pubblica a tutti gli effetti”. La Fp Cgil Palermo rivolge un appello all’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, al governatore Renato Schifani e a tutto il parlamento regionale, dopo le ultime vicende relative all’ospedale Giglio che hanno visto le dimissioni di quasi tutti i componenti e la decadenza del consiglio d’amministrazione. “Quanto accaduto in questi giorni – aggiunge la Fp Cgil Palermo – denota in maniera palese quanto sia preponderante il ruolo della politica all’interno di una struttura sanitaria, fondamentale per il territorio che, pur essendo sulla carta una fondazione regolata dal diritto privato, in realtà risponde dal punto di visto economico e gestionale alla politica. Le dimissioni dei componenti hanno una genesi totalmente politica, dettata dalla crisi del governo regionale guidato da Schifani, in preda agli scandali politici e alle inchieste giudiziarie che hanno riguardato esponenti di spicco della maggioranza”. “La fondazione Giglio è già in mano pubblica.

Ma mentre i cittadini e i pazienti usufruiscono di prestazioni praticamente alla pari di una struttura ospedaliera pubblica con tanto di pronto soccorso – aggiunge la Fp Cgil Palermo – i lavoratori del Giglio sia della dirigenza medica che il personale del comparto vedono applicare contratti della sanità privata, che prevedono retribuzioni e tutele lontane da quelle previste per i colleghi che lavorano nelle strutture pubbliche”. E’ per questo la Fp Cgil Palermo già da tempo ha richiesto di aprire una discussione per trasformare l’ospedale Giglio in una struttura pubblica a tutti gli effetti. La richiesta è stata avanzata direttamente all’assessore Caruso nel corso degli incontri avvenuti quest’estate durante la protesta dei medici e reiterata con una richiesta d’incontro che al momento non ha ancora ricevuto riscontro. Dopo le giornate di sciopero, è rimasto aperto lo stato di agitazione. I medici lamentano stipendi rispetto ai colleghi del pubblico più bassi di oltre il 30%. Non va meglio per il personale del comparto: gli stipendi e le indennità sono decisamente più bassi di quelli pubblici con un contratto collettivo nazionale, quello della Sanità Privata, bloccato da troppi anni e al centro di una vertenza sindacale a livello nazionale.

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