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Manovra ARS e Fondo Investimenti: il Sindaco di Blufi denuncia la sperequazione territoriale.”58 Comuni cancellati e zero euro. Una vergognosa spartizione a tavolino: soltanto in Sicilia accadono cose simili.”

Ho letto, come tutti i cittadini siciliani, il testo dell’ emendamento 122.R alla manovra finanziaria approvata nei giorni scorsi dall’Assemblea Regionale Siciliana.Parliamo del cosiddetto “Fondo per gli investimenti territoriali”: 190 milioni di eur o per il 2026, di cui 146,4 milioni dell’Allegato A e 27,9 milioni dell’Allegato B che, stando alle tabelle allegate e a una prima ricostruzione, sarebbero stati già spartiti a tavolino tra Comuni ed enti prescelti.

Il risultato? Su 391 Comuni siciliani, ben 58 Comuni – secondo la prima verifica sugli atti pubblicati – non avrebbero ricevuto nemmeno un centesimo. Zero.

Sulla base delle nostre analisi, questo sarebbe l’elenco dei Comuni totalmente esclusi , provincia per provincia:

Messina (19) : Capizzi, Fiumedinisi, Fondachelli-Fantina, Itala, Malfa, Mazzarrà Sant’Andrea, Motta d’Affermo, Pettineo, Reitano, San Teodoro, Santa Marina Salina, Savoca, Spadafora, Torregrotta, Torrenova, Tortorici, Ucria, Venetico, Villafranca Tirrena.

Enna (10) : Aidone, Assoro, Calascibetta, Catenanuova, Cerami, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nissoria, Sperlinga, Troina.

Palermo (8) : Alimena, Blufi , Bolognetta, Bompietro, Contessa Entellina, Mezzojuso, Petralia Soprana, Valledolmo.

Trapani (8) : Castellammare del Golfo, Custonaci, Favignana, Gibellina, Misiliscemi, Petrosino, Santa Ninfa, Trapani.

Siracusa (6) : Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Priolo Gargallo, Solarino.

Caltanissetta (4) : Montedoro, Mussomeli, Resuttano, Sommatino.

Catania (2) : Piedimonte Etneo, Sant’Agata li Battiati.

Agrigento (1) : Porto Empedocle.

“Nessun bando, nessun criterio: solo il vecchio Manuale Cencelli”Voglio che un punto sia chiaro: la mia denuncia non è rivolta ai colleghi Sindaci che beneficeranno di queste risorse. A loro e alle loro comunità va il mio “buon lavoro”: fare l’interesse del proprio territorio è il dovere di ogni Amministratore.La mia accusa durissima si rivolge a quella bassa politica che, ancora una volta, avrebbe scelto di favorire determinati bacini a discapito di altri, creando una sperequazione inaccettabile e ingiustificata tra Paesi limitrofi, appartenenti allo stesso comprensorio e afflitti dagli stessi, identici problemi.

Dalla lettura dei documenti risulterebbe persino che alcuni Comuni avrebbero ottenuto finanziamenti su due, tre, fino a sette interventi diversi , mentre noi saremmo stati scientemente e totalmente ignorati.Non un bando pubblico. Non un criterio oggettivo. Non una graduatoria basata sul reale fabbisogno dei cittadini. Ci troveremmo di fronte alla brutale applicazione del vecchio Manuale Cencelli, consumata sulla pelle delle comunità più fragili.

Blufi è la “Porta delle Madonie” dal 2014: non ha una caserma dei Carabinieri, è un Comune montano, un’area interna che combatte ogni giorno contro lo spopolamento. Eppure, per i palazzi della Regione, noi semplicemente non esisteremmo.”Non chiediamo e non chiederemo mai l’elemosina. Esigiamo rispetto e pari dignità”Lo dico una volta per tutte e a voce alta: non ho mai elemosinato nulla a nessun deputato, né al Presidente della Regione o alla sua Giunta, e non comincerò certo oggi. I nostri uffici si sono limitati a trasmettere legittimamente, con note formali agli Assessorati competenti, le esigenze progettuali della nostra comunità.

A chi – compresi ex assessori regionali – mi ha suggerito in passato di cercarmi uno o più “padrini” o referenti politici, rispondo con fermezza: non ne ho e non ne avrò mai bisogno. Chi viene eletto all’ARS o governa la Regione ha il dovere morale e istituzionale di rappresentare tutti i siciliani, senza distinzioni di colore politico o clientele. Su questo principio non intendo fare sconti a nessuno.

Da domani stesso mi attiverò, ancora una volta, con ogni mezzo istituzionale affinché i diritti di Blufi vengano tutelati e le esigenze dei miei concittadini trovino ascolto, esattamente come sarebbe avvenuto per gli altri Comuni.”Un’offesa alla coesione territoriale. Ora venite a spiegare.”Negli atti ufficiali si riempiono la bocca con parole come “coesione economica e sociale” e “riduzione dei divari infrastrutturali”. Se i dati pubblicati venissero confermati, ci troveremmo davanti a una clamorosa ipocrisia : un provvedimento che non riduce i divari, ma li scava e li amplifica.

” La cosa ancora più grave è che tutto questo sarebbe accaduto negli stessi giorni in cui, il 20 ottobre scorso, all’Assemblea Regionale Siciliana, nella Sala dedicata a Pio La Torre , il sindacalista ucciso dalla mafia, ANCI Sicilia organizzava un convegno sui piccoli Comuni e sulla resistenza dei paesi che non vogliono morire. Erano stati invitati tutti i deputati regionali e nazionali, ma non si è presentato quasi nessuno, a parte qualche rara presenza per pochi minuti. Quello era il momento di ascoltare i Sindaci e invece, a pochi metri da lì, in maniera vergognosa, sarebbe maturata la scelta di cancellare 58 Comuni dalla mappa dei comuni potenzialmente finanziabili.”

A fronte di circa 174 milioni che risulterebbero già blindati e assegnati senza bando , si prevederebbe per i 58 Comuni esclusi una misera quota del 5% , condizionata a un futuro e incerto avviso pubblico. In sintesi: le briciole del domani contro i piatti ricchi dell’oggi. Ingiustizie di questa portata possono consumarsi soltanto in Sicilia .

Come Sindaco di Blufi, a tutela della dignità dei miei cittadini e dell’Amministrazione che rappresento, qualora il quadro descritto venisse confermato:

    1. Chiederò formalmente al Presidente della Regione, alla Giunta, al Presidente dell’ARS e a tutta la deputazione che ha votato la manovra di venire a Blufi a spiegare pubblicamente perché la nostra comunità sarebbe stata esclusa.
    1. Solleciterò l’immediata e trasparente pubblicazione dell’elenco ufficiale e definitivo di tutti i soggetti che risulterebbero beneficiari dei fondi, affinché ogni cittadino possa verificare i criteri adottati.
    1. Porterò questa articolata denuncia sul tavolo del Prefetto , all’ ANCI Sicilia e in ogni sede istituzionale preposta.

“In ogni caso, mi riservo sin d’ora di intraprendere qualsiasi iniziativa a tutela e a garanzia della nostra comunità.Non staremo in silenzio. Blufi non si piega,”conclude amaramente il sindaco di Bluifi,Lillo Puleo”.

Su questo è tema è intervenuto l’assessore regionale Dagnino che ha precisato:«Vorrei rassicurare anche i sindaci che si sentono esclusi da questi finanziamenti. La legge approvata dice che una quota di almeno il 5% del budget va messa a bando. L’Ars ha deciso di accantonare 15 milioni che equivalgono all’8%. Andranno solo ai Comuni non inseriti nel Fit a patto che abbiano progetti pronti».

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