Si è conclusa tra profonde vibrazioni emotive la prima tappa de “I giorni dell’arte e della storia”, che il 24 settembre 2026 ha celebrato la sua prestigiosa X edizione. Una rassegna culturale straordinaria, capace di fondere in un unico battito l’indagine storica, l’espressione estetica e le radici più autentiche del territorio madonita. Presso i locali dell’ Archivio Storico Comunale, l’evento ha registrato giornate intense e animate da una eccezionale partecipazione di pubblico, a testimonianza di come una comunità coesa sappia ricevere nel richiamo del proprio passato la bussola per orientare il futuro. il successo di questa manifestazione nasce da una sinergia profonda tra le istituzioni locali e il tessuto sociale. Un sentito ringraziamento va all’intera amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Ferrarello, la cui costante attenzione e disponibilità verso i bisogni della collettività si confermano pilastri fondamentali per la crescita civile del borgo. Accanto a lui, un ruolo di primo piano è stato ricoperto dall’assessore ai Beni Culturali Roberto Franco, stimato geologo e scrittore dalla rara sensibilità intellettuale e dal tocco comunicativo profondo; con la sua straordinaria preparazione e una innata energia, ha seguito e valorizzato ogni singolo momento dell’evento.
Al suo fianco, l’azione è stata sostenuta dall’instancabile operato del capogruppo di maggioranza Carmelo Giunta, da sempre in prima linea nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio locale. Entrambi si sono fatti promotori di una strategia culturale lungimirante, mirata a fare della storia patria un bene comune e accessibile. Il fulcro scientifico e organizzativo della kermesse reca la firma del noto storico, il Dott. Mario Siragusa. Forte di un dottorato di ricerca in Storia contemporanea e di competenze d’indagine maturate in anni di scavi archivistici, Siragusa ha offerto una solida base documentaria alla manifestazione, presentando le sue innumerevoli pubblicazioni frutto di rigorose ricerche. Gli studi condotti nel tempo hanno permesso di fare chiarezza sulla storiografia locale, offrendo un quadro scientifico fondato sull’analisi meticolosa delle fonti. Accanto a questo lavoro si collocano i preziosi contributi di Michela Cavaleri, i cui scritti storici e pedagogici per l’infanzia hanno arricchito e diversificato il dibattito culturale dell’evento. Questo impianto scientifico e organizzativo ha tagliato il traguardo del decennale grazie alle sue colonne portanti: il C.R.E.M. (Comitato di Ricerche Engino Madonita) e il collettivo “Essere Artisti a Gangi”, gruppi fondatori e storici motori dell’intera manifestazione sin dalle sue origini. Un percorso di crescita istituzionale in cui è doveroso ricordare il ruolo cruciale svolto, tra il 2014 e il 2020, dall’ Archeoclub d’Italia – Sezione di Gangi sotto la guida storica del suo presidente Mario Siragusa, che ne è stato tra i promotori principali. A sostenere la comunità in questo importante cammino si è unita stabilmente anche la Fidapa – sez. Gangi, prezioso presidio di cittadinanza attiva. Il percorso è stato infine impreziosito dal contributo intellettuale delle sorelle Santina e Sara Salvo, capaci di donare luce ed eleganza a ogni momento di riflessione. La bellezza visiva dell’ evento ha dialogato direttamente con la storia attraverso i quadri realizzati live da un’eccezionale rosa di artisti, unendo maestri esperti e giovanissimi talenti. Tra loro spicca come ospite eccezionale Vincenzo Bongiorno (detto Petrus), orgoglio della comunità e ultimo amanuense di Sicilia, affiancato dalle opere di Gloria Nasello, Giuseppe Scarpa, Rosalba Cammarata, Margherita Scavuzzo, Antonio Carmisano e Santo Mocciaro. Di quest’ultimo è stato celebrato il monumentale Giudizio Universale esposto nella Chiesa di San Paolo; un’opera straordinaria che, quasi quattro secoli dopo, affronta sullo stesso tema la maestosa tela conservata in Chiesa Madre dal grande maestro Giuseppe Salerno, l’illustre pittore noto storicamente come lo “Zoppo di Gangi” (appellativo condiviso con l’artista Gaspare Vazzano). Le loro estemporanee hanno tradotto in tele l’essenza e l’anima del paesaggio gangitano. Il momento più alto e toccante della manifestazione è stato tuttavia il tributo alla famiglia notabilare e borghese Centineo, vero motore e cuore ideale dell’ evento. Grazie all’eccezionale mostra dei loro documenti privati, esposti per l’occasione all’Archivio Storico insieme a libri d’epoca, la rassegna ha parlato alle coscienze dei presenti. Dai documenti in mostra è emersa la figura di Giuseppe Andrea Centineo (senior), illustre medico e primo storico sindaco socialista di Gangi dal 1914 al 1920, uomo di profonda rettitudine e promotore di progresso sociale. Una dinastia di menti eccelse che ha dato lustro al territorio di generazione in generazione: dal Prof. Santi Centineo, stimato docente universitario, all’indimenticabile Prof. Ettore Centineo, illustre filosofo e fine pensatore che ha rappresentato un esempio assoluto di rigore intellettuale, fino ad Angela Centineo.
Il ricordo ha omaggiato anche Giuseppe Andrea Centineo (junior), che con lo stesso spirito di servizio ha saputo unire la professione medica alla responsabilità di primo cittadino. A impreziosire questo viaggio nel tempo è stata la riscoperta di importanti testimonianze del primo Novecento custodite nella memoria documentaria del paese, come le delibere comunali del 1915 relative all’originario monastero di piazza San Paolo: atti di grande rilievo che ricordano l’importanza della salvaguardia e della protezione delle fonti storiche per l’intera comunità. Con il calore delle tantissime persone che si sono strette attorno agli organizzatori, “I giorni dell’arte e della storia” si congeda da questa prima tappa. La rassegna proseguirà con altri appuntamenti che presto saranno comunicati nei dettagli; nel frattempo, la cittadinanza è invitata a tenersi libera per il 2 ottobre e il10 ottobre. Resta la certezza che la memoria di un territorio, quando è coltivata e protetta con tale rigore e passione, smette di essere semplice passato e diventa il miglior viatico per costruirne il futuro.
Michela Cavaleri








