Migrantes Piemonte a CEFALÙ, MONREALE E TINDARI. (chiesedisicilia.org).Il viaggio vissuto dalla Delegazione Migrantes del Piemonte – accompagnata per l’occasione dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi che firma questa cronaca la comitiva piemontese fa tappa a CEFALU’, la perla del Tirreno, per un momento capace di fondere l’alto valore artistico con una feconda testimonianza di solidarietà sul territorio.Ad attendere il gruppo c’è il diacono Gandolfo Sausa, direttore diocesano Migrantes, che accompagna la delegazione nel cuore del centro storico per visitare una realtà straordinaria: le due comunità alloggio “Regina Elena” e “Carlo Acutis”. Situate nei suggestivi locali di un antico orfanotrofio del 1635 e gestite direttamente dalla Diocesi, queste strutture accolgono minori in situazione di fragilità – tra cui diversi minori stranieri non accompagnati – offrendo loro non solo un tetto, ma un ambiente autenticamente familiare e una concreta prospettiva di futuro.
A presentare queste fondamentali “opere segno” è don Giuseppe Licciardi, direttore e vera anima delle strutture. È lui che ha fortemente voluto la riapertura e il recente ampliamento degli spazi, guidando ogni giorno gli operatori con un obiettivo chiaro: ricreare una grande famiglia che offra protezione, promozione umana e vera integrazione sociale. Durante l’incontro, il gruppo riceve la visita del vescovo, mons. Giuseppe Marciante, che nel ringraziare la delegazione per la sosta nella sua diocesi, si complimenta per il cruciale servizio svolto dagli uffici Migrantes sul versante dell’inclusione.Il momento più emozionante si vive quando la parola passa proprio ai giovani ospiti: ragazzi arrivati in Sicilia dopo viaggi carichi di insidie e sofferenze, che oggi hanno finalmente la possibilità di ripartire sentendosi parte di una famiglia.
Dopo il pranzo condiviso in seminario, la giornata prosegue con la visita al Duomo guidata da Valerio Di Vico il quale, nonostante i tempi stretti del programma, riesce a trasmettere tutta la sfolgorante bellezza dell’arte racchiusa nella cattedrale arabo-normanna. Se a Monreale i mosaici avvolgono il pellegrino in un abbraccio monumentale, a Cefalù lo sguardo viene catturato dalla solennità essenziale del Cristo Pantocratore che domina l’abside, stagliandosi su un fondo d’oro che sembra dialogare direttamente con l’azzurro del mare. Per la delegazione Migrantes, questa sosta si rivela così una duplice, potentissima meditazione: visiva, sull’universalità del messaggio cristiano capace di parlare a popoli e culture diverse attraverso i secoli; e umana, riflessa negli occhi e nelle storie dei ragazzi accolti in città.







