Le elezioni amministrative del 2026 segnano un passaggio centrale per la politica siciliana. Sono 61 i Comuni dell’Isola chiamati alle urne, con circa 700 mila cittadini coinvolti nel rinnovo dei sindaci e dei Consigli comunali. Un appuntamento che assume un valore politico che va ben oltre la dimensione locale, trasformandosi in una prova generale in vista delle elezioni regionali e nazionali del 2027.
Il quadro elettorale è articolato: 46 Comuni voteranno con sistema maggioritario, mentre 15 adotteranno il sistema proporzionale. Una distribuzione che rende il voto particolarmente significativo nei centri medio-grandi, ma anche nei piccoli Comuni dove le dinamiche locali possono incidere sugli assetti complessivi delle coalizioni.
In provincia di Palermo, 14 Comuni al voto fino alle ore 15,pois i passerà direttamente alo spoglio. I comuni interessati sono Aliminusa, Caltavuturo, Carini, Godrano, Gratteri (commissario straordinario), Isola delle Femmine, Lascari, Misilmeri, Polizzi Generosa, Pollina, Santa Cristina Gela, Scillato, Termini Imerese, Villabate. In alcuni casi, come Gratteri, l’ente è attualmente guidato da un commissario straordinario, elemento che aggiunge peso politico al ritorno alle urne.
Cinque candidati sindaci sono già sicuri di aver vinto visto che nei loro comuni è stato superato il quorum del 50% degli elettori. A Godrano l’unico candidato è Daniele Sebastiano Bellini , a Santa Cristina Gela, sarebbe eletto Giuseppe Cangialosi. A Raccuja (Messina) l’unico candidato, con una sola lista presentata, è Ivan Martella. A San Salvatore di Fitalia (Messina) Giuseppe Pizzolante si riconfermerebbe sindaco come alle scorse elezioni in cui era sempre unico candidato. A Mirto (Messina) sarebbe stato eletto Maurizio Zingales che è così al terzo mandato.







