Il GAL Hassin partecipa all’ultimo test sperimentale a Matera prima del trasferimento del FlyEye Telescope di Agenzia Spaziale Europea su Monte Mufara.Al Centro di Geodesia Spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana di Matera si è svolto il primo incontro tra vari esperti e professionisti di Agenzia Spaziale Europea (DSA), OHB Italia (una delle aziende leader nella costruzione di telescopi), e Fondazione GAL Hassin per la fase finale di test del telescopio Fly-Eye prima del trasferimento e collocazione su Monte Mufara a 1.865 metri, Piano Battaglia.
Fly-Eye, il primo telescopio dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) progettato per la scoperta e il monitoraggio di asteroidi vicini alla Terra, i cosiddetti Near-Earth Asteroids (NEAs), rappresenta uno degli strumenti più avanzati e complessi dedicati alla difesa planetaria. Il telescopio, realizzato da OHB Italia e programmato direttamente dall’ESA, verrà trasferito nei prossimi mesi nella sua sede operativa sul Monte Mufara, nel cuore delle Madonie.
I test in corso a Matera rappresentano un passaggio decisivo per verificare il corretto funzionamento del sistema e preparare il delicato trasferimento della struttura dalla Basilicata alla Sicilia. La Fondazione GAL Hassin, che ha recentemente firmato un contratto pluriennale con ESA per la gestione della manutenzione e supporto alle attività operative del telescopio, sta seguendo da vicino tutte le fasi, con l’obiettivo di acquisire piena familiarità con le procedure tecniche, le possibili criticità e le strategie di intervento.
“Questa settimana di test rappresenta una fase preliminare delicata e fondamentale per la successiva entrata in operatività del Fly-Eye. I prossimi mesi saranno molto impegnativi per la messa in opera del telescopio sul Monte Mufara, ma il clima di sinergia instaurato tra ESA, OHB Italia e GAL Hassin ci permette di affrontare questa sfida con grande fiducia” afferma Giuseppe Crapa, Project Manager del GAL Hassin che ha partecipato all’incontro.
Durante le attività tecniche, il personale ESA e i tecnici di OHB Italia hanno illustrato nel dettaglio la complessa architettura del telescopio. Il Fly-Eye dispone di 16 camere digitali (CCD) raffreddate fino a -45 gradi attraverso quattro grandi chiller, una soluzione necessaria per ridurre al minimo il “rumore termico” nelle immagini e garantirne così la massima sensibilità e qualità. Il sistema include inoltre un’infrastruttura avanzata per l’archiviazione simultanea delle immagini e un data processing chain capace di elaborare e analizzare automaticamente i dati raccolti.
“Tutta l’elaborazione dei dati (dalla calibrazione, all’allineamento fino all’analisi finale) viene effettuata da un software specifico, sviluppato da ESA, che invia infine i risultati ottenuti direttamente al Minor Planet Center, il tutto in maniera completamente automatica.” – spiega Alessandro Nastasi, astronomo ricercatore del GAL Hassin presente a Matera – “Ogni camera osserva solo una parte della luce raccolta dallo specchio principale del telescopio, riprendendo di fatto un’area di cielo grande quanto 9 lune piene. Combinando le immagini di tutte le camere, il Fly-Eye riesce quindi a scandagliare con una singola osservazione una zona di cielo molto estesa, con una configurazione “a mosaico” che richiama quella prodotta dagli occhi di una mosca (da cui il nome). Si tratta di una tecnologia estremamente sofisticata che renderà il Fly-Eye uno strumento fondamentale per l’identificazione tempestiva di oggetti potenzialmente pericolosi per la Terra”.
Nei prossimi mesi il telescopio verrà smontato, trasportato e installato su Monte Mufara a Piano Battaglia. Seguirà una fase di test in loco e il successivo ingresso nella rete internazionale di osservazione dei Near-Earth Objects (NEO) coordinata dall’ESA. La Fondazione GAL Hassin avrà un ruolo di primo piano, occupandosi del coordinamento delle operazioni di manutenzione, gestione e aggiornamento del Fly-Eye. Inoltre, grazie al proprio strumento, il Wield-Mufara Telescope (WMT), sarà possibile effettuare un rapido “follow-up” degli oggetti scoperti dal Fly-Eye già nella stessa notte, verificandone e confermandone l’eventuale presenza, nelle medesime condizioni meteorologiche, data la loro vicinanza, a circa un centinaio di metri. Questa sinergia senza precedenti consoliderà il ruolo della Sicilia e della Fondazione GAL Hassin all’interno delle infrastrutture scientifiche europee dedicate allo studio e alla protezione del nostro pianeta, ponendole in grado di competere con importanti osservatori statunitensi, come il Catalina Sky Survey in Arizona e permetterà di realizzare la prima rete di telescopi a grande campo per la sorveglianza spaziale nell’area del Mediterraneo.
Immagine: A sinistra, Giuseppe Crapa, Project Manager e, a destra, Alessandro Nastasi Astronomo Responsabile Area Ricerca del GAL Hassin in posa davanti al Fly-Eye Telescope. Crediti: Agenzia Spaziale Italiana e Fondazione GAL Hassin
Link:
Articolo su GAL Hassin – https://galhassin.it/da-isnello-a-matera-il-gal-hassin-incontra-il-fly-eye/
Centro di Geodesia Spaziale di Agenzia Spaziale Italiana – https://www.asi.it/lagenzia/le-basi/matera/
Fly-Eye – Agenzia Spaziale Italiana – https://www.asi.it/fly-eye/ ESA – Fly-Eye: ESA’s bug-eyed asteroid hunters – https://www.esa.int/Space_Safety/Planetary_Defence/Flyeye_ESA_s_bug-eyed_asteroid_hunters







