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Ospedale Giglio di Cefalù, seconda giornata di sciopero dei medici. I sindacati: “La mobilitazione continua, nessun segnale dalla governance”

Si è svolta oggi la seconda giornata di sciopero della dirigenza medica della Fondazione Giglio di Cefalù, proclamata da Fp Cgil, Cisl Fp Fp e Uil Fp. I medici hanno protestato contro l’insostenibile sperequazione retributiva rispetto ai colleghi di pari grado e funzione operanti nel Ssn, in presenza di un contratto integrativo di diritto privato scaduto da mesi, riconosciuto ormai come inadeguato e non rappresentativo delle mansioni e responsabilità dei dirigenti.

I medici hanno interrotto le attività garantendo i soli servizi essenziali, scioperando contro l’assenza di risposte concrete alle proprie rivendicazioni.
Su espressa richiesta dei lavoratori, il sit-in si è tenuto nuovamente davanti all’ospedale Giglio, a conferma del forte legame che unisce il personale alla struttura sanitaria e al territorio. Alla manifestazione hanno preso parte anche numerosi lavoratori del comparto sanità, in segno di solidarietà alla vertenza dei medici, oltre ai sindaci di Cefalù, San Mauro Castelverde e Castelbuono, nonché rappresentanti delle istituzioni territoriali e regionali e delle forze politiche, che hanno espresso vicinanza e sostegno alla mobilitazione.

Nel corso dell’iniziativa è stato dato ampio spazio agli interventi dei lavoratori, che hanno ribadito la volontà di proseguire e, se necessario, radicalizzare la vertenza in assenza di risposte fattive.
“Anche in questa occasione – dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp Fp e Uil Fp –  la governance della Fondazione non ha ritenuto opportuno partecipare o manifestare vicinanza ai lavoratori. A distanza di oltre un mese dalla prima giornata di sciopero del 28 aprile, non è arrivato alcun segnale concreto di apertura né alcuna convocazione ufficiale per affrontare le questioni poste dai medici”.
I sindacati ribadiscono le richieste già avanzate: adeguamento delle retribuzioni ai livelli del Servizio sanitario nazionale, riconoscimento dell’anzianità di servizio e delle progressioni di carriera, incremento del fondo per la produttività, ridotto nell’ultimo triennio, e rinnovo del contratto integrativo aziendale.
“La vertenza – proseguono le organizzazioni sindacali – riguarda la dignità del lavoro medico ma anche la tenuta del sistema sanitario del territorio. I professionisti del Giglio continuano a garantire servizi essenziali e di alta specializzazione all’interno della rete pubblica dell’emergenza-urgenza siciliana, pur senza il giusto riconoscimento economico e professionale”.
Fp Cgil, Cisl Fp Fp e Uil Fp annunciano che il confronto proseguirà nelle sedi istituzionali, a partire dall’assessorato regionale della Salute, e che la mobilitazione continuerà fino all’apertura di un tavolo concreto di trattativa.

“Non ci fermeremo – concludono i sindacati – finché non verranno riconosciute ai professionisti dell’ospedale Giglio condizioni contrattuali, economiche e professionali adeguate al ruolo fondamentale che quotidianamente svolgono al servizio della sanità pubblica e dei cittadini”.

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