Saranno attivate il 30 giugno le quattro Case di Comunità previste nel distretto sanitario 35 per Petralia Sottana, Polizzi. Gangi e Alimena. E’ l’impegno dei vertici dell’Asp Palermo con la Cgil, preso in un incontro che si è svolto ieri nella sede di via Cusmano. Un appuntamento chiesto da Camera del Lavoro Alte Madonie, Cgil Palermo, Spi Palermo e Fp Palermo per verificare l’attuazione e delle quattro Case di Comunità e dell’Ospedale di Comunità di pertinenza del distretto. E per la verifica dello stato di avanzamento dei due progetti Snai “Madonie in Salute”, per la “rete territoriale dei servizi di cura alle persone e di recupero delle fragilità giovanili” e per la “rete territoriale dei servizi di cura alle persone con pacchetti benessere”.Presenti all’incontro il direttore generale Asp Palermo Alberto Firenze, il direttore amministrativo Asp Palermo Ignazio Del Campo e il sindaco di Petralia Sottana Pietro Polito. La delegazione sindacale era composta da Lillo Spitale, responsabile Cgil Alte Madonie, Laura Di Martino, segretaria Cgil Palermo, Sergio Coloma, segretario aziendale Fp Cgil Palermo, Salvatore Ceraulo segretario generale Spi Cgil Palermo e Cesare Ferrucci, componente di segreteria dello Spi.
Per l’ospedale di comunità, già attivo, sarà fatto un apposito bando per l’incremento del personale, con incarichi a tempo indeterminato e le agevolazioni previste per assunzioni in “zone disagiate”. Si sta lavorando inoltre al bando per l’assunzione di un centinaio di infermieri e si stanno valutando le soluzioni per l’assunzione degli operatori socio sanitari.La Cgil ha chiesto spiegazioni sul decreto che ha da poco revocato il finanziamento di 251 mila euro, stanziato nel 2022 per l’area interna delle Madonie, finalizzato alla telemedicina. L’Asp ha risposto che effettuerà verifiche in merito.“Siamo stati rassicurati sulla tempistica della consegna dei lavori e sul reclutamento del personale. Ma restano salde le nostre rivendicazioni: in particolare, abbiamo chiesto una pianificazione degli interventi necessari, per evitare il depotenziamento delle strutture esistenti, come in qualche caso sta avvenendo. Ci risulta, ad esempio, che otto unità di personale, quattro infermieri e quattro operatori socio sanitari, in servizio presso l’ospedale Madonna Dell’Alto, siano stati destinati alle strutture del Pnrr previste nel distretto 35.
Vigileremo sugli impegni presi dalla direzione generale affinché non si creino ulteriori disagi all’utenza e ai lavoratori, in un territorio carente di servizi essenziali e con una viabilità dissestata” dichiarano Lillo Spitale responsabile Alte Madonie, Laura Di Martino della segreteria Cgli Palermo, Sergio Coloma segretario aziendale Fp Cgli Palermo, Andrea Gattuso segretario generale Fp Cgil Palermo, Salvatore Ceraulo segretario generale Spi Cgil Palermo e Cesare Ferrucci segretario provinciale Spi.
E a proposito degli spostamenti di risorse umane per garantire il funzionamento delle case di comunità, la delegazione della Cgil ha segnalato al direttore generale dell’Asp un disservizio che si è già venuto a creare: il centro prelievi e analisi dell’ospedale Madonna dell’Alto è stato già da ieri depotenziato con la previsione di un limite massimo di 30 prelievi al giorno. A conclusione, le organizzazioni sindacali hanno sollecitato la convocazione del tavolo della Salute richiesto a livello unitario da Cgil, Cisl e Uil provinciali per discutere della funzionalità delle strutture previste dal Pnrr nel resto dei distretti sanitari della provincia di Palermo.








