Una porta che si riapre, ma dietro c’è un mondo nuovo. A Lercara Friddi l’asilo nido comunale Don Lorenzo Milani torna a far sentire le voci dei bambini tra i suoi corridoi. E questa volta lo fa in una casa rinnovata da cima a fondo.Il sindaco Luciano Marino ha tagliato il nastro della struttura che, per anni, è stata un punto fermo per le famiglie del paese. Ora lo è ancora di più. L’edificio è stato ampliato e riqualificato grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Risultato: quasi 500 metri quadrati di spazi pensati a misura di bambino, da 0 a 3 anni. Posti per circa 50 piccoli.
La vera rivoluzione però sta nei dettagli. I lavori si sono concentrati sull’efficientamento energetico. Meno sprechi, più comfort. Il plesso è stato isolato e dotato di impianti nuovi, per aule che restano accoglienti tutto l’anno senza pesare sulle casse comunali. Luce naturale, temperature stabili, aria migliore: condizioni che fanno la differenza nei primi anni di vita.
Il Comune punta dritto sull’idea di “eccellenza territoriale”. Non solo mattoni e infissi. Gli spazi interni sono stati ridisegnati per la didattica e il gioco, quelli esterni allargati per far correre i bambini all’aria aperta. Un nido che guarda avanti, con un occhio alla tecnologia e uno al benessere quotidiano di bimbi ed educatrici.Progetto finanziato dal Ministero dell’ istruzione.Per l’amministrazione Marino è un investimento che va oltre il cemento. È una scelta di campo: partire dall’infanzia per dare futuro a Lercara Friddi. Perché una comunità cresce se cresce bene chi nasce.
Giuseppe Mesi








