Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, dispone il divieto di dimora nel Comune di Alimena e di avvicinamento alle persone offese, con applicazione del braccialetto elettronico.La vicenda trae origine da episodi risalenti allo scorso agosto e ha visto come vittime una donna e due uomini, ex amici e vicini di casa dell’indagato. L’attività si è sviluppata sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese, diretta dal Procuratore Angelo Vittorio Antonio Cavallo, con il costante raccordo del dottor Manfredi Lanza, che ha permesso di seguire nel tempo l’evoluzione dei fatti e di valutare progressivamente gli elementi raccolti.
I militari hanno acquisito le denunce e le successive integrazioni, ascoltato le persone coinvolte, analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza e verificato sul territorio gli episodi segnalati. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero emerse condotte minacciose e persecutorie, protratte nel tempo e tali da generare nelle vittime un persistente timore per la propria incolumità, con ripercussioni sulle loro abitudini di vita.
Gli approfondimenti hanno riguardato anche presunte pressioni, esercitate dall’indagato nei confronti delle stesse vittime, per tentare di far modificare le dichiarazioni da loro rese nell’ambito di alcuni procedimenti penali in cui l’uomo risulta coinvolto. La convergenza degli elementi investigativi acquisiti ha consentito di delineare un quadro utile a valutare le esigenze cautelari e a tutelare le persone offese.L’operazione dimostra ancora una volta la costante presenza dell’Arma sul territorio e la sinergia con l’Autorità giudiziaria a tutela dei cittadini, in particolare di chi si trova in condizioni di vulnerabilità.








