Dopo gli album “Il gioco della sorte” e “Pluriball”, Francesco Anselmo apre un nuovo capitolo con il singolo “Amunì” (Duskey Records).La canzone è un’istantanea malinconica e luminosa in cui il tempo scorre lento e dove le immagini quotidiane diventano specchi di una fragile ricerca di sé. Nel mare digitale in cui ci si perde, il brano si trasforma in un piccolo mantra per respirare, ridere e ritrovarsi.Un invito a salvarsi dolcemente, “ancora una volta”.
Il brano, prodotto da Donato Di Trapani e Dario Mangiaracina, nasce da una riflessione semplice: a volte la parola giusta nel momento giusto può fare la differenza. Esistono parole che da sole creano reazioni,spostamenti, intuizioni, frustrazioni; parole che possono far ridere o piangere nello stesso tempo.
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Francesco Anselmo sul brano:«Amunì è una parola che mia nonna diceva quando voleva cambiare argomento.Tipo: “Amunì, basta ora” e si passava al caffè.È una parola che in Sicilia non si dice, si lancia. È quasi una spinta interiore.Un piccolo colpo di vento che spinge le persone a muoversi, anche quando non sanno bene dove andare, perché fermarsi a volte è utile, ma altre volte non serve.Ho voluto scrivere una canzone che parlasse di questo movimento invisibile che si percepisce quando ti decidi finalmente a fare qualcosa.
Dentro c’è la pioggia nel bicchiere, la sabbia del deserto, un autobus che ha dimenticato il
colore.Amunì non vuole spiegare niente, vuole solo camminare un po’».
BIO
Cantautore e musicista siciliano, Francesco Anselmo esordisce nel 2018 con
l’album “Il gioco della sorte”, un lavoro ben accolto dalla critica e candidato alla
cinquina finale delle Targhe Tenco, categoria “Miglior opera prima”.Nel 2022 pubblica “Pluriball”, un album che racconta la forza e la reattività dellasua generazione: i figli degli anni ’90, perenni fuori sede.Nello stesso anno consegue la Laurea Magistrale in “Musica e nuove tecnologie musicali”, con una tesi in culture musicali digitali.
La sua è una scrittura in equilibrio tra poesia quotidiana, malinconia luminosa e una
sincerità che non ha bisogno di urlare per farsi sentire.
Con il singolo “Amunì”, in uscita a Dicembre 2025, aggiunge un nuovo tassello alla sua
nuova musica.
Tra le esperienze precedenti:
Nel 2012, fonda l’orchestra “Treis Akrìa”, di cui è voce e chitarra e con cui porta in giro la
memoria storica dei cantastorie siciliani con uno spettacolo dal titolo “Ringraziamu Ddiu”.
Dal 2016 vive a Roma, dove si è trasferito per frequentare il biennio di Officina
Pasolini, laboratorio di alta formazione per la canzone e il teatro sotto la guida e la
direzione artistica di Tosca e Niccolò Fabi.
Nel 2019 la sua vena di ricerca etno-musicale e popolare viene incanalata nel progetto del
collettivo artistico Adoriza, con cui vince la Targa Tenco per l’album “Viaggio in Italia.
Cantando le nostre radici”.







