La forza di F.I. è rappresentata dai giovani, crediamo e puntiamo molto su di loro, lasciando ai giovani anche l’autonomia di intraprendere dei percorsi e dei confronti a livello comunale, come accaduto di recente con Archeoclub.
A conclusione dell’incontro i giovani di F.I. hanno elaborato un utile e importante documento.
I giovani, collaborativi e positivi, sono davvero il nostro futuro.
Peppe Norato (Coordinatore Forza Italia, Cefalù)
Cefalù, un patrimonio tradito: l’Amministrazione ignora la cultura e volta le spalle ai giovani
Nel pomeriggio di giovedì 30 Aprile, come gruppo cittadino di Forza Italia Giovani, abbiamo avuto il privilegio di incontrare la Dott.ssa Stefania Randazzo, Presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Cefalù. L’obiettivo? Confrontarci con una vera esperta per conoscere il nostro territorio e portare con consapevolezza all’attenzione dell’Amministrazione comunale le innumerevoli criticità legate alla gestione e alla tutela dell’ immenso patrimonio artistico e culturale della città.
È stato un incontro profondamente stimolante, che ci ha permesso di riscoprire le radici della nostra città, ma anche,purtroppo, comprendere i grossi limiti di una gestione politico-amministrativa non all’altezza del valore e dell’importanza dei nostri beni culturali. Emerge un quadro critico, caratterizzato dall’assenza di una chiara visione e di una seria programmazione. Ma ciò che fa più male è la palese mancanza di rispetto verso noi giovani: la nostra generazione è quella che più di tutte sta cercando di riavvicinarsi a queste tematiche, per proteggere il futuro di Cefalù salvaguardando il suo passato. Invece, troviamo un’Amministrazione sorda, che non dedica attenzione alla corretta fruizione e valorizzazione del territorio.
Ecco i punti critici, inaccettabili per una città che vive di turismo e storia, che abbiamo affrontato:
- La conservazione della Pietra Lumachella
La pietra lumachella è un unicum a livello mondiale, riscontrabile solo a Cefalù e a Petralia Sottana, e costituisce l’ossatura storica delle nostre costruzioni e della pavimentazione del centro storico. Ad oggi, questa pietra identitaria non è attenzionata e rispettata come dovrebbe. Assistiamo quotidianamente ad azioni che non tengono minimamente in considerazione il valore della nostra pietra, tra quelle più evidenti le colate di cemento gettate direttamente sulla pietra antica per posizionare vasi in nome di un presunto (e grottesco) “decoro urbano”. Un affronto alla nostra estetica e alla nostra storia. - La Strada Romana “invisibile” alla Corte delle Stelle
All’interno del complesso della Corte delle Stelle si trova un prezioso tratto di una Strada romana risalente al I secolo d.C. Una testimonianza archeologica di inestimabile valore che, paradossalmente, oggi è celata alla vista. Un reperto lasciato nell’ombra, non esposto adeguatamente e di fatto negato sia ai cittadini che ai visitatori. - La Rocca: bancomat del Comune, ma lasciata crollare
La Rocca è l’attrazione più iconica di Cefalù. Ogni anno decine di migliaia di turisti paganti generano incassi elevatissimi. Ma dove finiscono questi soldi? Sicuramente non nella manutenzione. La cinta muraria sulla rocca versa in condizioni critiche e in alcuni tratti ha già ceduto rischiando di innescare un disastroso effetto domino. È inaccettabile mungere un bene senza reinvestire nella sua sicurezza. - Mura Megalitiche: da reperti millenari a parcheggi per Assessori.
Le mura megalitiche, fortificazioni tra le testimonianze più antiche di Cefalù (risalenti circa al VI sec. a.C.), sono vittime di un oblio vergognoso. La situazione in Piazza Cristoforo Colombo è emblematica: qui, in prossimità dell’ex centro Enel (oggi spazi comunali), unico tratto “ pubblico “perché acquistato dal comune, le mura in realtà sono invisibili. Peggio ancora, l’area di quei locali dismessi viene utilizzata come isola ecologica e in parte come comodo parcheggio per gli assessori comunali. Come se non bastasse, pende sull’area e sull’edificio un progetto che proprio in prossimità delle mura sembrerebbe prevedere addirittura la piantumazione di alberi, le cui radici andrebbero a distruggere irreparabilmente le mura sottostanti.
La giunta comunale, con la delibera n.102 del 29/04/2025, ha reso esecutivo questo progetto, ma leggendo le carte non è indicato il parere della soprintendenza, obbligatorio in questi casi. - L’eredità tradita del Prof. Amedeo Tullio e il Museo fantasma.
Durante l’incontro, la Dott.ssa Randazzo ha più volte ricordato la figura del compianto Prof. Amedeo Tullio, l’archeologo che ha dedicato cinquant’anni della sua vita a riportare alla luce la Cefalù preruggeriana e la necropoli ellenistica. Oggi, tutte le sue straordinarie scoperte sono nei depositi tra Cefalù e Himera e non sono state mai ammirate dai cittadini cefaludesi. Perché? Perché Cefalù non ha un Museo Archeologico. I locali esisterebbero già: proprio quegli ex locali Enel, attualmente usati come parcheggio per i “privilegiati” dell’Amministrazione, potrebbero essere una delle sedi possibili per dare finalmente una casa alla nostra storia.
Vi chiediamo a gran voce di cambiare rotta. Smettetela di considerare la cultura un peso e iniziate a vederla per quello che è: la nostra identità e la nostra più grande risorsa. Noi di Forza Italia non resteremo a guardare mentre il nostro patrimonio si sgretola nel silenzio, anche questa volta ribadiamo all’amministrazione la nostra piena disponibilità per organizzare un tavolo tecnico con esperti del settore.
Concludiamo con una frase presente nel libro “Ta archàia” che la dottoressa Randazzo ha gentilmente donato al gruppo giovanile:
“A chi ieri è stato, a chi oggi è, a chi domani sarà”.
Forza Italia Giovani Cefalù








