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WWF. Giornata mondiale delle tartarughe

n occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe che si celebra il 16 giugno, il WWF Italia rilancia il proprio impegno per la tutela della tartaruga marina Caretta caretta e della tartaruga verde, la prima protagonista di una stagione di nidificazione sempre più intensa, entrambe esposte agli effetti della crisi climatica.

In Italia, dalla Sicilia alla Calabria, fino al Golfo di Taranto, e più a nord in Toscana, sono già in corso le attività di monitoraggio e messa in sicurezza che ogni anno vedono impegnati centinaia di operatori e volontari nella ricerca, protezione e gestione dei nidi lungo le spiagge italiane.

A oggi l’associazione ha già registrato la presenza di 11 nidi in Sicilia e 2 in Calabria. Si tratta di numeri in continuazione evoluzione visto che la stagione è appena iniziata così come le attività di monitoraggio. Un lavoro capillare che negli ultimi anni ha portato risultati significativi, con un numero di nidificazioni in costante aumento, soprattutto nelle regioni del Sud e con una progressiva espansione anche verso le coste più settentrionali.

Per celebrare la Giornata in Sicilia, la regione dove sono stati svelati i primi nidi della stagione, l’Oasi di Torre Salsa ed il WWF Sicilia Area Mediterranea libereranno una tartaruga marina al largo di Agrigento con un momento formativo sulle attività di recupero delle tartarughe in difficoltà. Sempre in Sicilia, il 16 ed il 19 giugno, rispettivamente alle ore 18 presso la spiaggia di Mondello ed alle ore 17 presso la spiaggia di Balestrate (Palermo), si svolgeranno incontri con cittadini e scolaresche dedicati a far conoscere le caratteristiche e le minacce che incombono sulle tartarughe marine e si organizzeranno iniziative di pulizia degli arenili. Anche gli operatori del CRTM di Molfetta in Puglia, che recupera ogni anno mediamente 400 tartarughe in difficoltà, libereranno una tartaruga marina riabilitata, mentre il Centro Recupero di Policoro, presso l’Oasi WWF in Basilicata, rimarrà aperto per i visitatori che potranno assistere alle attività in corso.

Il ruolo del progetto LIFE ADAPTS

In questo scenario si inserisce il progetto europeo LIFE ADAPTS cofinanziato dall’Unione Europea, che rappresenta una delle principali iniziative per affrontare la crisi climatica nel Mediterraneo. Attivo in Italia, Grecia e Cipro e coordinato dall’Università di Pisa, il progetto, oltre al WWF Italia, coinvolge associazioni e enti storicamente impegnati nella difesa di queste specie come ARCHELON (The Sea Turtle Protection Society of Greece) in Grecia, MEDTRACS (Mediterranean Turtle Research and Conservation Society e il Centro Oceanografico dell’Università di Cipro (OC-UCY) e il Dipartimento per la Pesca e la Ricerca sul Mare del Ministero dell’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambiente cipriota (DFMR).

LIFE ADAPTS punta a sviluppare strategie concrete per proteggere specie simbolo come la tartaruga marina e la foca monaca, lavorando su più fronti: identificazione e monitoraggio dei siti di nidificazione, sviluppo di misure di adattamento agli effetti climatici, riduzione degli impatti umani sulle spiagge, coinvolgimento attivo delle comunità locali. Tra gli strumenti utilizzati: droni, DNA ambientale, telemetria satellitare e monitoraggi diretti delle spiagge, tecnologie innovative che consentono una gestione sempre più efficace dei siti di riproduzione.

In Grecia, ARCHELON continua il monitoraggio e la protezione delle spiagge di nidificazione delle tartarughe marine attraverso i suoi progetti di conservazione di lunga data a Creta, nel Peloponneso e a Zante. Nell’ambito del progetto LIFE ADAPTS, le attività sul campo si sono estese a nuove aree di progetto in Epiro e a Corfù, dove sono già stati effettuati i primi rilievi della stagione e sono state registrate le tracce delle tartarughe marine. I rilievi con droni vengono utilizzati per supportare la mappatura e la valutazione dei siti di nidificazione, mentre sono stati installati registratori di temperatura su spiagge selezionate per raccogliere dati sulla temperatura della sabbia e sulle condizioni di nidificazione, contribuendo a una migliore comprensione dei potenziali impatti dei cambiamenti climatici sulla riproduzione delle tartarughe marine.

A Cipro sono già in corso le attività di monitoraggio. Oltre 100 nidi di entrambe le specie (tartaruga caretta e tartaruga verde) sono stati individuati e protetti sulle spiagge monitorate nell’ambito del progetto ed è iniziata la raccolta dati sulla temperatura al fine di valutare quali spiagge di nidificazione potrebbero essere più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici. Si stanno completando i profili delle spiagge per raccogliere i dati essenziali necessari allo sviluppo di una classificazione del rischio di innalzamento del livello del mare per i siti riproduttivi.

Più nidi, ma anche nuove sfide

La crescente presenza delle tartarughe marine sulle coste italiane è un segnale positivo, ma rappresenta anche una sfida importante. Questo fenomeno è infatti strettamente legato al cambiamento climatico, che sta modificando la distribuzione degli habitat e rendendo alcune aree sempre più idonee alla deposizione delle uova. Lungo le coste italiane tra il 2020 e il 2025 sono stati registrati oltre 1.000 nidi nelle regioni monitorate dal WWF, con un picco record nella scorsa stagione riproduttiva. In Grecia, le prime centinaia di nidi di tartaruga marina Caretta caretta della stagione di nidificazione 2026 sono già state registrate e protette con successo dai volontari e dai ricercatori di ARCHELON nelle spiagge di nidificazione più importanti del paese. Tuttavia, l’aumento delle temperature della sabbia, l’innalzamento del livello del mare e la pressione antropica sulle spiagge mettono a rischio il successo riproduttivo della specie e la sopravvivenza dei piccoli.

Un’azione coordinata nel Mediterraneo: il lavoro nei tre paesi

Il valore di LIFE ADAPTS risiede nella sua dimensione internazionale, che consente di affrontare la crisi climatica su scala mediterranea, mettendo in rete esperienze e contesti diversi. In Italia il progetto rafforza una rete di monitoraggio già consolidata, soprattutto in Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, oggi tra le aree più importanti per la nidificazione di Caretta caretta. L’Italia rappresenta così un laboratorio chiave, dove il rapido aumento dei nidi rende urgente adattare la gestione delle spiagge al nuovo scenario climatico.

In Grecia risiedono i grandi hotspot della nidificazione mediterranea: la regione ospita alcune delle più importanti colonie del Mediterraneo, con numeri record che ne fanno un punto di riferimento scientifico e conservazionistico. Nel 2025, lungo circa 97 km di costa monitorata a Zante, nel Peloponneso e a Creta, sono stati registrati e protetti circa 10.700 nidi di tartaruga Caretta caretta dai volontari e dai ricercatori di ARCHELON. La baia di Kyparissia ha registrato uno degli anni più produttivi degli ultimi decenni. Nello specifico, sono stati registrati circa 6.100 nidi, con un aumento del 74% rispetto alla media dei 12 anni precedenti. Alla fine della stagione, gli scavi dei nidi hanno mostrato che circa 490.000 piccoli erano riusciti a raggiungere il mare sani e salvi.

A Cipro sono protagoniste del progetto l’innovazione e il monitoraggio integrato, con un approccio altamente innovativo e integrato tra ambiente marino e costiero. Cipro svolge un ruolo strategico come area di osservazione e possibile espansione degli habitat, in un Mediterraneo in rapido cambiamento.

Nonostante le differenze tra i tre paesi, le attività convergono verso obiettivi comuni:

  • comprendere come innalzamento del mare e aumento delle temperature influenzino i siti di riproduzione
  • proteggere spiagge e habitat chiave, sempre più esposti a erosione e antropizzazione
  • sviluppare strategie di adattamento replicabili in tutto il Mediterraneo
  • coinvolgere cittadini, operatori e istituzioni in un approccio condiviso

Il progetto costruisce così una risposta concreta a una sfida globale: garantire un futuro a specie simbolo come le tartarughe marine significa infatti rendere più resilienti anche le nostre coste e le comunità che le abitano.

Un appello a cittadini e territori

La Giornata Mondiale delle Tartarughe diventa un’occasione per ricordare che la loro tutela è una responsabilità condivisa. Il WWF invita cittadini, turisti e operatori a contribuire concretamente con 3 semplici mosse: segnalando tracce o avvistamenti alle autorità competenti (Capitaneria e centri di recupero più vicini alla zona del segnalamento) o alle persone autorizzate del WWF Italia, evitando il disturbo delle aree di nidificazione, riducendo luci artificiali e attività invasive sulle spiagge.

“Proteggere le tartarughe marine significa proteggere le nostre coste e prepararle alle sfide future. Le soluzioni per queste specie sono le stesse di cui abbiamo bisogno anche noi per affrontare la crisi climatica”.

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