HomeSocietàAutismo. Dati, urgenze e risorse

Autismo. Dati, urgenze e risorse

Affettività e sessualità non come aspetti marginali, ma bisogni fondamentali del progetto di vita delle persone con disabilità e nello spettro autistico. È il messaggio emerso ieri – giovedì 18 giugno – durante il primo convegno regionale su “L’affettività e sessualità nel progetto di vita”, iniziativa promossa dalle cooperative sociali Controvento e Fenice nell’ambito del progetto Give Care, in collaborazione con la Regione Siciliana, il Dipartimento di Scienze della Formazione di UniCT, l’ASP di Catania e l’ASP di Palermo, con il patrocinio della Città Metropolitana di Catania, dell’Ordine degli Psicologi e dell’Ordine degli Assistenti Sociali.

Ad aprire i lavori, il presidente della Cooperativa Controvento Daniele Casella: «Crediamo fortemente nel progetto di vita introdotto dalla riforma della disabilità perché consente alle persone e alle loro famiglie di progettare il futuro lungo tutto l’arco della vita, dando voce ai desideri, ai bisogni e alle aspettative. Affettività e sessualità sono aspetti essenziali della crescita e dell’autodeterminazione».

Per il direttore generale dell’ASP di Catania Giuseppe Laganga Senzio, il convegno ha affrontato un tema complesso ma non più rinviabile. «Affettività e sessualità sono argomenti delicati già per gli adolescenti e i giovani senza particolari fragilità; diventano ancora più importanti nello spettro autistico. Devono essere affrontati con un approccio scientifico e professionale, inserendoli nei percorsi educativi e riabilitativi in un’ottica di prevenzione e non soltanto quando emergono criticità». Sulla necessità di rafforzare il lavoro di rete si è soffermata Elisa Modica, delegata del direttore generale dell’ASP di Palermo. «Stiamo lavorando per costruire una rete sempre più stretta tra istituzioni pubbliche e terzo settore, sostenendo le buone pratiche nei territori e favorendo la creazione di modelli concreti e duraturi nel tempo».

Sul fronte delle politiche regionali il dirigente del Servizio Fragilità e Povertà della Regione Siciliana Guglielmo Reale ha ricordato l’impegno economico messo in campo negli ultimi anni. «La Regione ha già attivato interventi per oltre 8 milioni di euro destinati al settore dello spettro autistico, si aggiungono ulteriori 2 milioni in fase di programmazione. L’obiettivo è rafforzare servizi e opportunità, sviluppando sempre di più l’integrazione tra area sanitaria e sociale». I dati sullo spettro autistico evidenziano una realtà sempre più rilevante dal punto di vista sanitario e sociale. Il direttore facente funzioni dell’UOC Autismo dell’ASP di Palermo Luigi Cottone ha dichiarato che «secondo il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, nel mondo occidentale, le stime parlano di un caso ogni 37 minori nella fascia 0-18 anni e di un caso ogni 33 tra gli 8 e i 16 anni. Numeri che impongono riflessioni sui bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita». Cottone ha evidenziato anche un altro fenomeno: l’emersione di diagnosi in età adulta. «Sempre più persone si rivolgono ai nostri servizi per capire se le difficoltà vissute per decenni possano essere riconducibili allo spettro autistico».

I numeri della presa in carico sul territorio catanese sono stati illustrati dalla responsabile dell’UOSD Autismo dell’ASP di Catania Alfia Ruggeri. «Seguiamo circa mille minori attraverso i servizi dedicati, oltre 400 utenti tramite servizi convenzionati e circa 60 utenti (dai 2 anni in poi) direttamente all’interno del Centro Autismo e dei centri diurni. I dati in evoluzione testimoniano la crescita delle diagnosi e la necessità di ampliare le risposte». Per il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Catania Carmelo Florio, «la sfida è leggere i nuovi bisogni che emergono e trasformarli in risposte concrete. Il nostro compito non può limitarsi all’assistenza sanitaria, ma deve sviluppare una forte integrazione con il sociale, con le famiglie e le associazioni». Per l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catania Serena Spoto, le istituzioni devono assumere un ruolo centrale nel coordinamento: «L’obiettivo è consentire di vivere pienamente la cittadinanza e le relazioni. Per questo è fondamentale che i servizi pubblici diventino una vera cabina di regia capace di mettere in rete tutte le risorse presenti sul territorio».

Le attività sviluppate nell’ambito del progetto Give Care sono state illustrate dalla coordinatrice Martina Nucifora, che ha ricordato come «il percorso, avviato nel settembre 2025, coinvolga persone con disturbo dello spettro autistico e familiari attraverso la formazione, tutoring personalizzato, gruppi di supporto emotivo, percorsi dedicati all’affettività e alla sessualità, iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità».

La direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Catania Loredana Cardullo, ha ribadito l’impegno dell’Ateneo sui temi dell’inclusione: «Le persone con disabilità hanno gli stessi diritti, bisogni e aspirazioni di tutti gli altri cittadini. Per questo è necessario promuovere una cultura della cura che guardi alla persona nella sua interezza e che coinvolga scuola, università, famiglie e servizi». Per il professore emerito di Psicologia Santo Di Nuovo, il concetto stesso di neurodivergenza impone un cambio di prospettiva: «Non possiamo fermarci agli aspetti cognitivi della disabilità. È necessario considerare anche la dimensione emotiva e affettiva, troppo spesso trascurata, e comprendere come il benessere della persona dipenda anche dalla capacità della società di rispondere ai suoi bisogni relazionali e sociali».

Sul tema dell’autodeterminazione è intervenuto il presidente di ECAP ETS Marco De Carlis. «La persona con disabilità non può più essere considerata un oggetto di intervento su cui altri decidono. Deve diventare protagonista, partecipando attivamente alle scelte che riguardano il futuro, le relazioni, l’autonomia e la qualità della vita. Così si possono costruire percorsi realmente inclusivi e alternativi all’istituzionalizzazione». La professoressa associata di Psicologia dello sviluppo Elisabetta Sagone, moderatrice dei lavori, ha sottolineato: «Queste due giornate nascono con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità rispetto alla possibilità di immaginare e costruire un futuro emotivo per le persone con disabilità. Affettività e sessualità continuano a essere temi accompagnati da pregiudizi, stereotipi e resistenze culturali. Il convegno offre una rilettura di queste dimensioni fondamentali dell’essere umano».

Nel pomeriggio i lavori hanno approfondito le esperienze maturate sul territorio nell’ambito dell’autismo e della disabilità, con particolare attenzione ai servizi specialistici, ai percorsi di salute mentale, al ruolo degli enti locali e agli interventi finalizzati a favorire inclusione, autodeterminazione e qualità della vita. Ampio spazio è stato dedicato alle buone pratiche e ai progetti sostenuti dalla Regione Siciliana. I lavori proseguono oggi – venerdì 19 giugno – con due percorsi paralleli. Il primo per gli operatori approfondirà gli aspetti educativi, psicologici e clinici dell’affettività e della sessualità nello spettro autistico. Il secondo per caregiver e familiari con workshop dedicati al progetto di vita, con l’obiettivo di trasformare bisogni, desideri e aspettative delle persone con disabilità in percorsi concreti di autonomia, inclusione e qualità della vita.

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