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Nuovo blackout. Provenza (ristoratori): «Rete al collasso, bloccare le nuove licenze nel centro storico di Cefalù»


Un venerdì sera da dimenticare per via XXV Novembre. Il 31 luglio, nel pieno weekend e nel cuore della stagione estiva, la via del centro storico è piombata nuovamente nell’oscurità a causa dell’incendio di un cavo della rete elettrica Enel. Un guasto grave che ha provocato un lungo blackout, costringendo i ristoranti e i locali della zona a interrompere il servizio e a chiudere anticipatamente.
Non si tratta di un episodio isolato: è il secondo blackout registrato nella stessa via nell’arco di appena 15 giorni. Una coincidenza che per molti è ormai una certezza: le linee elettriche del centro non reggono più il carico energetico richiesto.
Il blocco dell’energia elettrica ha causato danni economici pesantissimi alle attività di ristorazione. In un periodo dell’anno fondamentale per l’economia locale. Ci siamo trovati con le cucine bloccate, clienti costretti ad alzarsi dai tavoli e le celle frigorifere a rischio. Un danno di immagine ed economico che non siamo più disposti ad accettare passivamente.
La denuncia dell’Associazione dei Ristoratori di Cefalù ARCH : «La rete è al collasso, serve il blocco delle licenze.
Il problema, secondo le categorie economiche della città, risiede nell’eccessiva concentrazione di attività di ristorazione in un’area antica e fragile.
L’ARCH torna infatti a far sentire la propria voce, ricordando come da circa sei anni richieda formalmente il blocco del rilascio delle licenze di somministrazione all’interno dell’area protetta dall’Unesco, al fine di salvaguardare l’identità della Città e garantire la vivibilità per i residenti, “La rete elettrica del centro storico non è stata progettata per supportare una mole simile di consumi energetici. Serve una scelta di responsabilità, come già fatto da molti altri Comuni italiani a tutela dei centri storici, delle attività storiche e della qualità della vita dei residenti.”
Oltre al sovraffollamento energetico, la protesta punta il dito contro un modello di sviluppo ritenuto insostenibile. La proliferazione indiscriminata di locali porta spesso all’apertura di attività stagionali che garantiscono l’apertura per pochi mesi estivi, per poi abbassare le saracinesche il 31 ottobre. Il rischio concreto è quello di ritrovarsi con un centro storico trasformato solo d’estate e in un paese fantasma, completamente spento, per il resto dell’anno.
Gli operatori chiedono un incontro urgente con le Istituzioni cittadine e con i tecnici Enel per mettere in sicurezza le infrastrutture ed evitare che un altro weekend estivo finisca di nuovo al buio.
ARCH Associazione Ristoratori Cefalù HO.RE.CA
Il Presidente
Giuseppe Provenza

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