A Gangi la Parrocchia S. Nicolò rende i ragazzi protagonisti della valorizzazione del patrimonio artistico e religioso. Nasce “RestArte a Gangi”, il progetto rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado che, durante il periodo estivo, saranno presenti nella Chiesa Madre di Gangi per accogliere i visitatori e accompagnarli alla scoperta del suo itinerario artistico.
L’iniziativa vuole avvicinare le nuove generazioni alla storia, all’arte e all’identità della propria comunità, trasformando i ragazzi in veri e propri “giovani custodi” del patrimonio locale.
Dopo un percorso di preparazione dedicato alla storia della Chiesa Madre, alle opere custodite al suo interno e alle modalità di accoglienza, i partecipanti saranno organizzati in piccoli gruppi e a turno potranno raccontare ai visitatori ciò che hanno imparato e contribuire all’accoglienza nel periodo di maggiore presenza turistica.
«Con “RestArte a Gangi” vogliamo affidare ai nostri ragazzi un compito semplice ma importante: conoscere la bellezza che hanno ricevuto in eredità e imparare a raccontarla agli altri – dichiara il parroco don Giuseppe Amato –. La Chiesa Madre custodisce non soltanto opere d’arte, ma la fede, la storia e la memoria di generazioni di gangitani. Vedere i nostri ragazzi impegnati nell’accoglienza significa renderli partecipi di questa storia e aiutarli a comprendere che anche loro ne sono custodi».
Il nome “RestArte a Gangi” unisce simbolicamente tre concetti: restare, per riscoprire il valore delle proprie radici; arte, patrimonio da conoscere e condividere; ripartire dai giovani per costruire il futuro della comunità.
Il progetto diventa così un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, capace di sviluppare nei partecipanti capacità comunicative e relazionali, senso di responsabilità e appartenenza al territorio.
«Un ragazzo che racconta la Chiesa Madre a chi arriva da lontano – conclude don Giuseppe Amato – non sta semplicemente descrivendo un’opera d’arte: sta raccontando Gangi, le sue radici e la sua comunità e il messaggio spirituale e catechetico per cui quelle opere sono state realizzate. Ed è proprio dai giovani e dalla bellezza che vogliamo ripartire».
Alla fine di questa esperienza che per quest’anno, in forma sperimentale avrà la durata di un mese i ragazzi riceveranno l’attestato di “Giovani custodi dell’arte, della storia e della comunità” e un buono da utilizzare per l’acquisto di libri e materiale scolastico.








