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Daini nel territorio ragusano, confronto tra istituzioni e associazioni. l’Ente Parco delle Madonie porta la propria esperienza

Un confronto istituzionale e tecnico-scientifico di particolare rilievo che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Ente Parco delle
Madonie, Giuseppe Ferrarello, del dott. Angelo Merlino, consulente del Madonie Unesco Global Geopark e funzionario del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, e di Antonio Spinato, zoologo del Parco delle Madonie. La presenza dei rappresentanti del Parco delle Madonie ha portato al tavolo istituzionale l’esperienza maturata nella gestione della presenza dei daini e delle conseguenze sugli equilibri ambientali, sugli habitat e sulle attività agricole.

Daini nel territorio ragusano, confronto tra comune, regione e associazioni. Sospese le attività di abbattimento Si è svolto nella Sala Giunta del Comune di Ragusa l’incontro tra il dirigente del Servizio 15 del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, Tullio Serges, e le associazioni animaliste e ambientaliste, promosso dal Sindaco Peppe Cassì e dall’Assessore Andrea Distefano, sul tema della crescente presenza di daini nel territorio ragusano e del loro impatto sull’ambiente, sugli allevamenti e sulle coltivazioni locali.Alla riunione hanno partecipato il dott. Angelo Merlino, consulente del Madonie Unesco Global Geopark e funzionario del Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale; per la LAV Biagio Battaglia e Maria Teresa Iurato; per LEIDAA Carmela Corallo e Liliana Metallo; per Legambiente Angelo Rinollo e Claudio Conti. Hanno inoltre portato la loro significativa testimonianza il Presidente del Parco delle Madonie e
Sindaco del Comune di Gangi, Giuseppe Ferrarello, accompagnato dallo zoologo del Parco delle Madonie Antonio Spinato, e il veterinario
consulente regionale per le attività venatorie, dott. Egidio Mallia.

Il confronto è stato franco, a tratti anche acceso, ma molto costruttivo, con interventi di particolare interesse da parte di tutti i
partecipanti. È stata responsabilmente condivisa la necessità di una corretta attività di prevenzione, affinché la situazione possa essere affrontata prima che assuma dimensioni difficilmente gestibili, come accaduto nel Parco delle Madonie, dove una piccola comunità di daini, introdotta alcuni decenni fa, si è progressivamente trasformata in una popolazione di oltre 20.000 esemplari, con conseguenze rilevanti sull’habitat e sull’economia agricola del territorio.

Al termine dell’incontro, il dirigente Tullio Serges ha assicurato la sospensione delle attività di abbattimento dei daini, il cui avvio era
previsto a partire dal 1° settembre. Proseguiranno, invece, le attività propedeutiche di monitoraggio e localizzazione degli animali, già avviate lo scorso 16 agosto. Come previsto dalla nota autorizzativa del Servizio 3 di Palermo, sarebbe stato auspicabile procedere alle eventuali attività di contenimento prima del 20 settembre, data di apertura della stagione venatoria, al fine di evitare il fattore di disturbo per gli animali determinato dalla concomitante libera attività di caccia.

L’attività dei coadiutori, gestiti dal Servizio 15 Ragusa RFV, verrà
pertanto concentrata, in questa fase, sul prosieguo delle azioni di
monitoraggio già intraprese, finalizzate a raccogliere dati quanto più
possibile attendibili sulla consistenza e sulla distribuzione del nucleo
di daini presente nel territorio ragusano.

Per tale attività potrà essere richiesta anche la collaborazione delle
associazioni.

I dati raccolti saranno messi a disposizione delle associazioni
animaliste e ambientaliste, consentendo loro di acquisire una maggiore e
più puntuale conoscenza delle effettive dimensioni del fenomeno e di
elaborare, come richiesto nel corso dell’incontro, una proposta
alternativa.

Le associazioni hanno infatti rappresentato l’intenzione di presentare,
entro 30 giorni dalla ricezione dei dati, un progetto che individui
strumenti e modalità alternative per prevenire e contenere la
proliferazione degli animali, con l’obiettivo di ridurre quanto più
possibile, fino ad eliminarlo ove tecnicamente e normativamente
possibile, il ricorso all’abbattimento.

Il progetto sarà quindi sottoposto alle competenti autorità regionali
affinché possa essere valutato e, qualora condiviso, trasmesso ad ISPRA
per l’acquisizione del necessario parere previsto dalla normativa.

Solo al termine di questo percorso, sulla base dei dati raccolti, della
proposta formulata dalle associazioni e delle valutazioni degli
organismi competenti, saranno assunte le successive determinazioni in
merito al prosieguo delle attività.

“Ringraziamo il dirigente Tullio Serges per la disponibilità dimostrata
e per avere accolto la richiesta di sospendere, in questa fase, le
attività di abbattimento – dichiarano il Sindaco Peppe Cassì e
l’Assessore Andrea Distefano – così come ringraziamo le associazioni e
tutti coloro che hanno partecipato al confronto. Riteniamo che il
risultato raggiunto rappresenti un punto di equilibrio responsabile: non
ignorare un fenomeno che deve essere gestito e prevenuto, ma concedere
il tempo necessario per conoscere con precisione la consistenza del
nucleo presente nel nostro territorio e verificare concretamente la
praticabilità di soluzioni alternative. L’obiettivo comune deve essere
quello di evitare che il problema cresca, tutelando allo stesso tempo
gli animali, l’ambiente, le attività agricole e la sicurezza del
territorio. Adesso saranno i dati e le valutazioni tecnico-scientifiche
a guidare le decisioni successive.” (Fonte Comune di Ragusa)

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