Nell’anniversario della Vittoria a Petralia Sottana ebbe luogo la inaugurazione del nuovo Istituto magistrale sorto per l’ardente dedizione di questa patriottica cittadina e pel volere del governo nazionale.Nell’aula magna della nuova scuola, magnificamente addobbata da tricolori convennero le autorità e numerosi cittadini.Al suono della marcia Reale tutti gli astanti, scattando in piedi, inneggiano alla scuola. Il governo fascista alla casa Savoia. Sorge e saluta il signor podestà Rampolla esprimendo la gioia sua e dei cittadini tutti per la scuola risorta per volontà di popolo ed assicura, fra i caldi applausi, che sarà fatto ogni sacrificio pel miglioramento dell’Istituto.In questo salone, che ebbe già tanto onore di ospitare l’augusta persona di S. A. R. il principe ereditario, al quale, tra un delirio di applausi, manda un deferente devoto omaggio, porge il saluto al signor preside e ai signori professori, che sapranno dare alla scuola un gagliardo impulso e termina il suo breve entusiastico dire, esprimendo l’incondizionata devozione di Petralia Sottana al benemerito governo nazionale.
Prende poi la parola il preside della scuola, il prof. Brunetti dottor Alfredo, anima appassionata di vero educatore, il quale esaltando l’occasione per rimanere, da queste colonne, il nostro più sentito benvenuto e l’augurio più fervido che, per la sua intelligente opera, la nuova scuola abbia uno splendido avvenire.Il dottor Brunetti prendendo lo spunto della coincidenza della data dell’inaugurazione dell’Istituto coll’anniversario della Vittoria, commemora la fatidica ricorrenza e dimostra come anche la scuola abbia contribuito alla Vittoria, poiché insegnanti e discepoli si trovarono insieme sulla gloriosa frontiera e seppero col loro sangue scrivere una immortale pagina di storia. Parla quindi del compito della scuola fascista, che deve formare e formerà l’italiano nuovo e finisce ringraziando il podestà, il vice podestà, il presidente dell’ente Demanio, il segretario politico, il vice segretario federale, i quali, con la loro nobile azione, hanno contribuito e contribuiranno sempre più a rendere prospera e bella la scuola, il R. direttore Calderaro che, a dire dell’oratore, ha con intelletto di amore contribuito alla nascita e alla prosperità della scuola, e i cittadini che, con la loro presenza, dicono quanto la scuola stia a cuore di tutti. Le ultime parole dell’oratore sono coronate da un vero delirio di applausi.
Ha infine preso a parlare il prof. Iraci, al quale è stato affidato l’incarico di commemorare la Vittoria e l’anniversario della morte di A. Oriani.
L’oratore rende gloria al popolo nostro che seppe per mille segni manifestare la sua ora buona era suonata e non lasciò sfuggire l’occasione, che forse non si sarebbe manifestata mai più, e invia un alato saluto a mezzo milione di morti e ai gloriosi mutilati. L’Oriani finalmente sia il maestro della nuova generazione, egli che solo seppe, nella incomprensione generale, elevarsi al di sopra del materialismo allora imperante. Giustamente da B. Mussolini egli è stato assunto molto in alto e quasi Nume indigente della patria risorta.L’oratore conclude esaltando la marcia su Roma, la quale, effettuata per virtù di pochi, ridà all’Italia l’anima morale e politica. Chiudono il suo elevato dire alcuni versi che sono un inno all’invincibile pilota della seconda Roma.Alla fine della cerimonia, tra l’unanime consenso dei presenti, il preside lesse il testo dei telegrammi da inviare al ministro del E. N., all’on. Di Marzo, al R. Provveditore agli studi e al direttore generale delle scuole medie.
Ecco i telegrammi di risposta giunti finora:
Prof. Brunetti,
Ricambio cordialmente Vossignoria professori ed autorità cittadine cortese saluto rivoltomi inaugurando codesto Istituto.
S. Segretario E. N.: Di Marzo.
Sig. preside del R. Istituto magistrale,
Ringrazio del gentile gradito saluto che ricambio. Auguro al nuovo Istituto, concesso dal governo nazionale alla bella Petralia, un avvenire degno del regime.
Il Provveditore: Reina.
Telegrammi sono stati inoltre spediti dal signor podestà a S. E. il prefetto e al segretario federale della provincia, mentre il direttore Calderaro ha telegrafato al comm. Lino Vaccari, ispettore centrale, che indicò al ministero Petralia quale ottima sede per la nuova scuola. Egli ha così risposto:
Sig. direttore, Grazie di tutto cuore pel suo caldo telegramma.
La scuola da lei tanto amorosamente desiderata e caldeggiata si è aperta in giorno sacro alla nostra anima. La nobiltà delle origini e degli affetti da cui è circondata, è garanzia di nobilissimo avvenire.
Io desidero vivamente ritornare a lodare.
Lo stringo forte la mano. Suo aff.mo:Lino Vaccari.








