Da qualche giorno, tra le strade del nostro borgo e sugli schermi degli smartphone di mezza Sicilia, non si parla d’altro. C’è un magnetismo insolito che sta catturando l’attenzione dei castelbuonesi, un passaparola digitale nato da una pagina Instagram che conta già quasi 10.000 follower e che, nel giro di pochissimo tempo, è diventata un vero e proprio caso letterario e visivo. Al centro di questo fermento c’è la promozione di un romanzo, un thriller storico ad alta tensione ambientato proprio tra le mura della nostra Castelbuono e i vicoli monumentali di Palermo.
A colpire immediatamente l’occhio dei passanti digitali è l’impegno macroscopico profuso nella realizzazione dei contenuti visivi. Seducenti immagini d’impatto cinematografico e video trailer curati nei minimi dettagli stanno già mostrando i personaggi dell’opera, avvolti in sontuosi abiti rinascimentali, mentre si aggirano per le strade di una suggestiva Castelbuono di tardo Rinascimento. Vedere il nostro paese trasfigurato dal fascino del tempo, sospeso tra ricostruzione storica e mistero, ha scatenato un’ondata di profonda curiosità e orgoglio nella cittadinanza.
Dietro questa operazione culturale c’è la penna di Josephina Buscemi, parrebbe uno pseudonimo. L’autrice si qualifica come discendente di una delle famiglie nobiliari più antiche e radicate di Castelbuono e, per rendere il legame con la sua terra ancora più viscerale, ha scelto di inserire nella trama del romanzo proprio una sua ava reale. Una commistione tra storia familiare, finzione letteraria e radici locali che rende il progetto unico nel suo genere.
Le prime anticipazioni della trama, trapelate proprio dal profilo social ufficiale, promettono una lettura affascinante e dal ritmo serrato. Tutto comincia a Palermo, nel 1599: nei sotterranei del Monastero di Santa Caterina, una donna viene segregata e brutalmente uccisa. Il killer abbandona il cadavere in una macabra posa di preghiera, sigillandole la bocca con una manciata di gelsomini bianchi fresco. Quattrocento anni dopo, ai giorni nostri, l’incubo riaffiora: nella centralissima chiesa di San Giuseppe dei Teatini a Palermo, il corpo di una giovane novizia viene ritrovato nella stessa, identica posizione. Poco tempo dopo, in una cripta nascosta a Santa Maria del Parto, una restauratrice si imbatte in una mummia del XVI secolo che reca sotto il piede sinistro l’incisione “Euridicium 1599” e, tra i denti, gelsomini ormai secchi.
A dare la caccia a un assassino che sembra sfidare il tempo sarà un trio insolito e complementare: la determinata criminologa Edda Morici, il brillante ma caotico professor Fulvio Buscemi e l’affascinante comandante dei Carabinieri Vittorio Sgarlata. Le indagini si snoderanno attraverso un labirinto di esoterismo, codici cifrati e simbolismo sacro, muovendosi dai segreti millenari delle chiese palermitane fino ai misteri racchiusi tra le imponenti mura medievali del castello e del borgo di Castelbuono. Il passato è tornato per rivendicare la sua prossima vittima, e la corsa contro il tempo per svelare il volto del mostro prima che l’ultimo gelsomino appassisca è già cominciata.
La pubblicazione ufficiale del libro avverrà nel mese di ottobre 2026. L’attesa nella nostra comunità è palpabile e cresce di giorno in giorno. Castelbuono si conferma, ancora una volta, musa ispiratrice per l’arte e la letteratura, un palcoscenico di pietra e storia capace di attrarre l’attenzione dei lettori e di dare lustro alla nostra tradizione culturale. Non ci resto che aspettare fiduciosi l’arrivo dell’autunno per stringere tra le mani questo volume e immergerci tra le sue pagine oscure e affascinanti.








