Dalla strada non si vedeva quasi nulla, ma dall’alto il quadro era ben diverso. Durante una ricognizione aerea dell’Arma sul Parco delle Madonie, in contrada San Miceli, località Piano Battaglia, i Carabinieri hanno individuato una discarica a cielo aperto: rifiuti di ogni genere, accumulati in un’area privata di circa 500 metri quadrati di particolare pregio naturalistico e paesaggistico.
L’operazione, condotta dalla Compagnia di Petralia Sottana con il supporto del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo, si è inserita nel quadro investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il Procuratore, dott. Angelo Vittorio Antonio CAVALLO, ha dedicato particolare attenzione al contrasto dei reati ambientali e alla tutela del territorio, promuovendo una stretta collaborazione con i reparti di polizia giudiziaria dell’area di competenza.
Individuato il sito dall’alto, le pattuglie della Stazione sono intervenute a terra e, all’interno del fondo, hanno documentato la presenza di pneumatici, componenti di autoveicoli, rottami metallici e plastici, accatastati alla rinfusa direttamente sul terreno. Tra i materiali sono spuntati anche elementi sospetti, che per natura e provenienza potrebbero rientrare tra i rifiuti pericolosi: a stabilirlo saranno le successive analisi tecniche. Nell’area c’erano inoltre tre autoveicoli e un mezzo da lavoro, in parte molto deteriorati o smontati, ora al vaglio per capire se vadano considerati fuori uso.
Gli accertamenti catastali e documentali hanno permesso di risalire al responsabile della disponibilità del fondo, un 62enne del posto, che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura di Termini Imerese per gestione non autorizzata di rifiuti. L’area e i beni ritenuti collegati all’illecito sono stati sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza, una misura che serve a fermare il degrado e a cristallizzare la scena in vista di ulteriori riscontri.
La vicenda, però, non si è chiusa con i sigilli. Nel procedimento è stata coinvolta anche l’ARPA Sicilia – Dipartimento provinciale di Palermo, incaricata di classificare i residui, con particolare attenzione ai rifiuti nocivi e al possibile impatto sulle matrici ambientali. Sono stati inoltre avviati gli approfondimenti sugli ulteriori adempimenti previsti dalla legge, compresa la procedura prescrittiva applicabile, con un obiettivo preciso: rimuovere la discarica e ripristinare definitivamente i luoghi.
È doveroso rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.








