Al centro del dibattito politico e giudiziario nel territorio di Petralia Soprana vi è l’intervento di riqualificazione sulla bretella stradale che collega le contrade di Raffo, Santa Marina e Pellizzara. L’opera, progettata come percorso alternativo per i mezzi pesanti durante i lavori sul ponte Salaci, interessa un’area di alto pregio paesaggistico e archeologico.Il tracciato, che insiste su una regia trazzera originaria, attraversa zone vincolate e giacimenti storici come una grande villa romana di età subconsolare, venuta alla luce negli anni Cinquanta grazie a campagne di scavo private. I primi cantieri, avviati per un importo stimato di circa 600.000 euro, hanno sollevato forti perplessità tra i residenti e gli esperti a causa del mancato coinvolgimento preventivo della Soprintendenza.
Già a fine febbraio, a seguito di segnalazioni e diffide formali, l’organo di tutela regionale ha effettuato un sopralluogo congiuntamente ai Carabinieri, imponendo lo stop temporaneo dei lavori e la successiva ripresa solo nel rispetto di prescrizioni mirate alla salvaguardia del sito, come l’uso di asfalto drenante e il divieto di allargamento e alterazione dell’antica sede stradale, sulla quale era previsto il transito di mezzi pesanti, che avrebbero proseguito sulla Pellizzara Fasanò, recentemente restaurata e a rischio idrogeologico. Successivamente, l’individuazione di una viabilità alternativa alternativa sulla Statale 120 ha ridimensionato il carico sulla zona e ha evitato il transito di mezzi pesanti sulla Raffo Pellizzara.La vicenda ha però registrato nuovi strascichi polemici durante un’assemblea pubblica a Raffo, nel corso della quale il sindaco Pietro Macaluso ha criticato pubblicamente il ricorso alle istituzioni da parte di alcuni cittadini e residenti, ritenuti promotori delle segnalazioni alle autorità che hanno portato allo stop del cantiere e alle prescrizioni di tutela dei luoghi per la ripresa dei lavori.
E intanto i disagi per i residenti persistono.








