HomeTerritorioIl Consiglio Comunale di Petralia Sottana dice no alla guerra

Il Consiglio Comunale di Petralia Sottana dice no alla guerra

IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO

  • che la Sicilia ospita da decenni basi, installazioni e infrastrutture militari straniere, in particolare statunitensi, dalle quali sono state condotte attività di esercitazione, manovra e supporto logistico in diversi scenari di conflitto internazionale;
  • che recenti attività di volo militare statunitense hanno interessato varie aree dell’Isola, incluse zone protette come le Madonie;
  • che tali attività generano preoccupazione nelle comunità siciliane, sia per l’impatto ambientale sia per il coinvolgimento indiretto del territorio regionale in dinamiche belliche globali;

CONSIDERATO

  • che l’attuale scenario internazionale è segnato da conflitti armati di eccezionale gravità, con diffuse violazioni dei diritti umani e con episodi qualificati da numerosi osservatori internazionali come crimini contro l’umanità, in particolare nei teatri di guerra del Medio Oriente e dell’Iran;
  • che le operazioni militari intraprese da stati democratici, come gli USA, devono avvenire all’interno dei limiti del diritto internazionale e sotto l’egida dell’ONU, altrimenti si corre il rischio che diventino controproducenti e che rafforzino regimi teocratici, come quello dell’Iran, con ulteriori restrizioni delle libertà individuali, negazione dei diritti umani, ulteriori violenze e giustizia sommaria;
  • che alcune operazioni militari statunitensi in tali contesti sono state avviate senza il pieno consenso democratico degli organi legislativi competenti, come riportato da fonti giornalistiche e analisi internazionali;
  • che la Sicilia, per la sua posizione strategica, è stata più volte coinvolta in dinamiche militari internazionali, e che dal suo territorio sono partite operazioni di supporto a conflitti che hanno prodotto gravi sofferenze per le popolazioni civili;
  • che la storia recente della Repubblica Italiana ha conosciuto episodi in cui la sovranità nazionale è stata oggetto di tensioni con forze militari statunitensi operanti sul territorio, tra cui: la crisi di Sigonella (1985), che vide il governo italiano rivendicare la piena giurisdizione sul proprio territorio; il disastro del Cermis (1998), in cui un velivolo militare statunitense causò la morte di venti persone, con successive controversie sulla giurisdizione penale;

RICHIAMATI

  • l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
  • il principio di sovranità popolare e territoriale, che impone che ogni attività militare sul suolo nazionale avvenga nel pieno rispetto delle istituzioni democratiche e della trasparenza verso le comunità locali;
  • Gli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali in materia di tutela ambientale e di protezione delle aree naturali protette, incluse le aree istituite ai sensi della L.R. 98/1981 e ricomprese nella rete dei Geoparchi UNESCO
  • Il valore della storia pacifista siciliana, interpretato al più alto livello, da persone come:
  • Danilo Dolci, figura centrale della cultura siciliana e della nonviolenza italiana, promotore della giustizia sociale, della dignità umana e della responsabilità collettiva e organizzatore della Marcia per la Pace del 1967, da Partinico a Palermo, uno dei momenti più alti della mobilitazione civile contro la violenza, la povertà e la militarizzazione dei territori. I suoi iscritti e il suo insegnamento richiamano le istituzioni siciliane alla costruzione attiva della pace e alla difesa dei diritti umani.
  • Pio La Torre, dirigente politico e sindacale siciliano, simbolo della lotta per la pace, la legalità e la sovranità democratica; promotore della Marcia di Comiso del 1982, contro l’installazione dei missili Cruise, che rappresenta una delle più importanti mobilitazioni pacifiste della storia italiana; la cui eredità culturale e politica richiama la Sicilia a non essere terra di guerra né piattaforma operativa per conflitti internazionali.

RITENUTO

  • che le comunità siciliane hanno il diritto di essere informate e coinvolte in merito a operazioni militari che interessano il proprio territorio;
  • che la Sicilia non può essere considerata area di supporto logistico o operativo in scenari di conflitto internazionale, a vantaggio di operazioni di massacro di civili inermi e crimini contro l’Umanità come accaduto in Palestina nelle scorse settimane;
  • che i rapporti di cooperazione internazionale devono fondarsi sul rispetto reciproco, sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza delle popolazioni e sulla salvaguardia della pace;
  • che la presenza di forze armate straniere sul territorio siciliano deve essere oggetto di costante vigilanza istituzionale, affinché non si traduca in una compressione della sovranità nazionale o in un coinvolgimento indiretto dell’Isola in conflitti contrari ai principi costituzionali;

IL CONSIGLIO COMUNALE

1. Esprime la propria contrarietà

alla crescente militarizzazione del territorio siciliano e alla presenza di attività militari straniere.

2. Condanna

L’aggressione unilaterale dell’Iran ad opera degli Stati Uniti e di Israele, il genocidio palestinese mai cessato e ogni forma di terrorismo volto a sovvertire gli Stati legittimati dalla sovrana volontà popolare

3. Riafferma

Il valore della pace, della diplomazia e della cooperazione internazionale come strumenti fondamentali per la risoluzione dei conflitti.

4. Chiede

che le istituzioni nazionali competenti:

  • garantiscano la piena tutela della sovranità nazionale e dell’inviolabilità dello spazio aereo e del suolo italiano;
  • orientino i rapporti con gli Stati Uniti verso una relazione paritaria, fondata sul rispetto reciproco e non su forme di subordinazione operativa o decisionale.

5. Manifesta

La volontà politica di promuovere, nelle sedi istituzionali opportune, una progressiva limitazione dell’impiego del territorio siciliano in attività connesse a scenari di conflitto, affinché l’Isola sia sempre più luogo di pace, cooperazione e tutela dei diritti umani.

6. Ribadisce

che la Sicilia deve essere considerata terra di pace e non piattaforma di guerra, in coerenza con la tradizione culturale e politica rappresentata da Danilo Dolci, Pio La Torre e da tutte le figure che hanno dedicato la loro vita alla nonviolenza e alla dignità dei popoli.

7. Dispone

che la presente deliberazione sia dichiarata immediatamente esecutiva, ai sensi della normativa vigente, stante l’urgenza della materia;

che essa sia trasmessa a:

  • Prefetto territorialmente competente
  • Presidente della Regione Siciliana
  • Ministero dell’Interno
  • Ministero della Difesa
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri
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