HomeTerritorioA Castelbuono un convegno dedicato alla nuova classificazione dei comuni montani

A Castelbuono un convegno dedicato alla nuova classificazione dei comuni montani

Presso l’aula consiliare “Vincenzo Carollo”, ANCI Sicilia, ASAEL e UNCEM Sicilia hanno organizzato un convegno dedicato alla nuova classificazione dei comuni montani introdotta dalla legge 131 del 2025.L’iniziativa nasce dall’esigenza di approfondire una normativa che, secondo le tre associazioni promotrici, presenta diverse incongruenze: non risultano chiare infatti le motivazioni dell’esclusione di alcuni comuni e dell’inclusione di altri. Inoltre, sarà necessario comprendere, una volta emanati i decreti attuativi, quali saranno le ricadute economiche e sociali sui territori interessati e, soprattutto, sui bilanci comunali.

Questione molto rilevante è la mancata attribuzione della “ESENZIONE IMU” sui terreni dei nuovi Comuni classificati con la citata Legge n°131/2025 come “montani”: occorre infatti superare, come evidenziato dal Presidente dell’Asael Matteo Cocchiara, la presa di posizione del Ministero dell’Economia che con la Risoluzione n°1/DF del 1^ Aprile 2026 ha chiarito che, in mancanza di apposita disposizione normativa, continueranno ad essere regolamentati dalla previgente disposizione del 1993.

Dal dibattito è emersa con chiarezza la volontà di approfondire una legge fortemente voluta dal ministro Calderoli, ritenuta da molti più orientata agli interessi dei territori del Nord e non pienamente adeguata alle esigenze delle regioni del Mezzogiorno che presentano ritardi normativi nel settore.L’incontro è stato arricchito dai saluti dell’Assessora alle Autonomie Locali, Elisa Ingala, che ha manifestato piena disponibilità a un confronto concreto con le associazioni presenti.

Molto utile anche la relazione del dott. Dario Tornabene, dirigente del Servizio 6 del Dipartimento Autonomie Locali, che ha illustrato i potenziali vantaggi dell’attuazione della legge, evidenziando però criticità rilevanti:

  • ritardi nei trasferimenti statali verso la Regione,
  • risorse insufficienti rispetto alle reali esigenze dei comuni interessati,
  • fondi 2025 ancora da programmare e spendere.

Il Presidente dell’A.S.A.E.L. Dott. Matteo Cocchiara, moderatore del convegno, ha sottolineato altresì l’importanza di fornire informazioni chiare non solo alle amministrazioni comunali, ma anche a tutti gli operatori dei territori coinvolti.

Il presidente di ANCI Sicilia Dott.Paolo Amenta  ha evidenziato le criticità della legge e l’incongruenza di alcuni passaggi, proponendo – in linea con ANCI nazionale – di chiedere al Ministro la sospensione della norma per consentire ulteriori approfondimenti e definire gli aggiustamenti necessari. Secondo questa posizione, la legge appare oggi più frutto di scelte politiche che amministrative.

Il Sindaco di Isnello  è intervenuto in rappresentanza del presidente dell’Unione delle Madonie.

Il presidente UNCEM Sicilia e referente ANCI per la montagna, sindaco Mario Cicero, ha evidenziato la necessità per la Sicilia di:

  • ottenere maggiori risorse,
  • approvare una legge regionale sulla montagna che definisca con chiarezza l’attuazione di norme oggi disattese (servizi ecosistemici, agevolazioni fiscali, incentivi per chi investe o lavora nei territori montani, coworking),
  • strutturare servizi condivisi tra i comuni montani tramite Enti Parco e GAL,
  • superare la logica dei “numeri” per mantenere aperti presidi sanitari, emergenza e scuole,
  • rivedere complessivamente la gestione dei servizi essenziali e del tempo libero.

Il Presidente Nazionale UNCEM, Marco Bussone, concludendo i lavori, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di vigilare sui decreti attuativi per correggere le incongruenze della legge. Ha ribadito che le montagne e i comuni dell’entroterra rappresentano risorse, non problemi, a condizione che si sappia valorizzare:

  • il patrimonio boschivo,
  • l’agricoltura di qualità,
  • la produzione casearia d’eccellenza,
  • le risorse idriche,
  • la biodiversità che caratterizza vallate e territori montani.

A conclusione dei lavori da parte delle Associazioni organizzatrici è stata evidenziata la necessità acchè sulla tematica venga richiamata l’attenzione da parte del Governo della Regione affinchè intervenga presso la Conferenza Stato-Regioni per chiedere gli interventi opportuni per superare le predette criticità nell’interesse di tutti i territori classificati “montani”.

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