L’Etna in eruzione illumina la notte e dalle Madonie diventa protagonista di un paesaggio unico: tre grandi parchi naturali della Sicilia, racchiusi nello stesso immenso orizzonte.Buonasera a tutti, oggi ho il piacere di mostrarvi questa fotografia che ho realizzato in queste settimane, da quando l’Etna ha ripreso a manifestare la sua straordinaria attività eruttiva.
Dalle alte Madonie, quando le condizioni meteorologiche lo permettono, è possibile osservare e godere di uno spettacolo che sembra appartenere a un altro mondo, in lontananza, oltre montagne e vallate, il vulcano più attivo d’Europa torna a farsi vedere attraverso il suo gente respiro di fuoco.Da giugno, quasi ogni sera, faccio un giro in notturna per osservare il territorio e ne approfitto nella speranza di vedere cosa stia accadendo sul vulcano. Esco senza sapere cosa troverò, perché in montagna basta una nuvola, un pò di foschia o un cambiamento del vento per trasformare completamente il paesaggio.
Quella sera, però, era la volta buona, mi ricordo ancora quando aspettai più di quattro anni per immortalarla…
L’Etna era pronto a regalarmi la sua bellezza, all’inizio era appena una piccola fiammella, quasi impercettibile nel buio, poi lentamente il bagliore è aumentato, il rosso si è fatto sempre più intenso, fino a trasformare l’intera bocca eruttiva in una massa incandescente. La lava, con la sua temperatura elevata, diventava luce pura e il bagliore della fontana incandescente arrivava a illuminare persino la nuvola che si sollevava sopra il cratere, rendendo visibile nel buio ciò che normalmente appartiene all’oscurità.
Ma lo spettacolo non era soltanto davanti a me…In contemporanea osservavo Sperlinga e Gangi, due borghi che immersi nel paesaggio montano, sembravano piccole costellazioni. Da anni mi rendo conto della fortuna che abbiamo in Sicilia, poter osservare, da un territorio ristretto, tre grandi realtà naturali e paesaggistiche dell’isola, l’Etna, i Nebrodi e le Madonie, ognuna con una propria identità…
Quella notte la Sicilia, mi ha mostrato contemporaneamente tre dei suoi volti: l’Etna era il fuoco, le Madonie erano la roccia e i nostri paesi erano la presenza dell’uomo, piccole luci sulle montagne.Il rosso incandescente della lava dialogava con l’arancio delle finestre illuminate dei borghi, creando un contrasto straordinario tra la luce primordiale e naturale della Terra e quella prodotta dall’uomo. Due forme di energia completamente diverse, ma capaci di fondersi nello stesso paesaggio. Prima che le nuvole arrivassero a coprire completamente il vulcano, sono rimasto ancora qualche minuto ad ammirare quella scena e nel silenzio, il canto dell’assiolo mi faceva compagnia.
Poi sono ripartito verso i miei cari monti, quelli delle Madonie, con la consapevolezza, ancora una volta, di quanto siano capaci di offrirmi emozioni sempre diverse. È proprio questa straordinaria variabilità uno dei loro punti di forza.
Le Madonie sono la montagna che mi accoglie, l’Etna è la montagna che vive e brucia all’orizzonte, i Nebrodi sono il ponte naturale tra questi mondi e i nostri borghi sono le luci che raccontano la presenza dell’uomo dentro questo immenso paesaggio.
Quella sera, tutto era perfettamente al proprio posto: il vulcano respirava, le montagne ascoltavano, i paesi brillavano e io, semplicemente, guardavo. Forse è anche questo il privilegio di vivere e conoscere la Sicilia, poter assistere, dalla stessa montagna, a uno spettacolo capace di unire geologia, biodiversità, storia e presenza umana.Dico spesso che ci vuole fortuna a nascere nel posto giusto. Io ho avuto la fortuna di nascere nelle Madonie.
Matteo Orlando Fotografo Naturalista Divulgatore








