Correva l’anno 2003 e in qualità di ideatrice e coordinatrice della Rassegna “Un teatro per la Scuola – Le Scuole per un Teatro – Pollina Apre Le Porte al Teatro” – organizzavo insieme a tutta la numerosa rete costituita, la seconda edizione.
La rassegna, che raggiungerà poi innumerevoli edizioni – di cui le ultime un po’ svuotate dallo spirito e dall’anima originarie – accoglieva ogni anno, nello splendore del Teatro Pietrarosa di Pollina e nelle case dei Pollinesi, studenti-attori dei laboratori teatrali di scuole provenienti da tutta la Sicilia e da altre regioni, insieme ad attori professionisti e testimonial d’eccezione del mondo del teatro, per un’intera settimana, tutti
insieme, in una magica commistione di linguaggi, di stili, di immagini e di emozioni.
Tra i testimonial d’ eccezione quell’anno erano stati invitati, insieme al Maestro Nicolò
D’ Alessandro, alla sceneggiatrice e attrice Violante Valente, il già maestoso Andrea Camilleri.
Appena pochi giorni prima dell’appuntamento con Camilleri a Pollina, lo stesso mi comunica, con sincero rammarico, che una brutta influenza lo inchioda in casa, che davvero lo rincresce mancare questo appuntamento, in particolare con i tantissimi giovani, pertanto mi pregava di leggere a suo nome sul palco una nota che mi avrebbe inviato.Mi sono ricordata di tutto ciò, mentre stavo preparando la lettura corale dall’opera di Camilleri per il 25 novembre scorso, per l ‘Omaggio ad Andrea Camilleri 100, per la città di Halle, in Germania, per il Festival Autunno Italiano 8^ edizione, di cui, benchè decaduta dal mio ruolo, ne ho ancora curato l’edizione corrente.Nel ricordare l’evento del 2003 mi sono improvvisamente ricordata, che di quella seconda edizione di “Un Teatro Per la Scuola – Le Scuole per un Teatro”, ne avevamo fatto anche una deliziosa pubblicazione, con in prima pagina, appunto, la nota autografa di Camilleri, che lui mi aveva fatto pervenire.Ho cercato la pubblicazione che non avevo più avuto tra le mani almeno per un ventennio, la ho trovata e mi sono molto emozionata nel leggere le sue parole, colme della sensibilità, dell’umanità e della saggezza, di cui era capace e solito donarsi.

Mi sono sentita attraversata da un profondo senso di gratitudine.Mi sono quindi trattenuta a sfogliare quel libretto della seconda edizione della rassegna e ho provato quasi stupore nel leggere i tanti contributi di quell’anno, di vederne le bellissime immagini, rivedere i volti dei tanti, tantissimi, che insieme a me si appassionavano a quella rassegna che ogni anno cresceva sempre di più e faceva pulsare di vitalità Pollina e le vite di tutti quelli che l’attraversavano. Qualcuno aveva osato scriverne come di “Una piccola Atene nel cuore delle Madonie” che si faceva fucina della crescita culturale, sociale e civile di tanti giovani, ma anche di tanti adulti.Peccato che quella Pollina di allora oggi sembri così lontana.
Ma la nota ritrovata di Camilleri, sulla pagina rossa brillante, ritorna, forse come un monito e anche una speranza per l’anno che verrà.
Maria Giuliana
già Lettrice Ministero degli Esteri e Cooperazione Internazionale – Università di Halle-Wittenberg e Università di Lipsia





