«Ho letto ieri la notizia del furto e ne sono rimasto profondamente colpito – dichiara il segretario provinciale della CNA Palermo Giuseppe Glorioso–. Ho pensato subito che non potevamo restare a guardare. Per questo abbiamo deciso di comprare un altro pulmino da destinare ai ragazzi di LAB 360. Nella notte il mezzo rubato è stato ritrovato, ma ci è stato riferito che non è in condizioni tali da poter essere rimesso in strada.
Dopo il furto del pulmino della cooperativa LAB 360, che ogni giorno accompagna bambini e ragazzi con disabilità nelle attività educative e di inclusione, arriva un gesto concreto di solidarietà. La CNA di Palermo ha deciso di acquistare un nuovo mezzo, una Ford Galaxy a 7 posti, per consentire la ripresa immediata dei servizi.
“Proprio ieri -spiega il segretario della CNA Glorioso- ho avuto modo di conoscere telefonicamente la presidente della cooperativa, Antonella Radicelli, una donna straordinaria che ogni giorno si batte per dare dignità, autonomia e futuro ai suoi ragazzi, e che ha espresso la volontà di contribuire personalmente all’acquisto del nuovo mezzo».
Il segretario sottolinea anche la sensibilità dimostrata dal concessionario: «Il pulmino è già pronto e voglio ringraziare anche il concessionario che, appena ha saputo a chi era destinato il veicolo, ha applicato un importante sconto. Segni che fanno capire che la parte migliore della città esiste e sa reagire».
«Quello che da sempre contraddistingue la CNA – conclude – è una forte spinta alla solidarietà. In questi anni siamo stati spesso impegnati ad aiutare chi è in difficoltà, perché crediamo che sostenere il prossimo significhi dare linfa alla parte più bella e onesta della nostra società. Noi stiamo dalla parte di chi si mette al servizio degli altri, di chi ogni giorno costruisce inclusione, speranza e futuro. E continueremo a farlo».
Nei giorni scorsi la presidente di LAB 360, Antonella Radicelli, aveva lanciato un accorato appello dopo il furto: «Non è solo un veicolo, è uno strumento di autonomia, di libertà, di sorrisi. Colpire i nostri ragazzi significa ferire la speranza». Un appello che oggi trova una risposta concreta nella solidarietà del mondo dell’artigianato e delle piccole imprese palermitane.







