“Questo nostro voto favorevole non è accompagnato da alcuna forma di condivisione né di augurio al nuovo consigliere né di saluto al dimissionario”
Questa è la frase tratta dalla dichiarazione di voto letta dalla consigliera Lucia Sapuppo nell’ultimo Consiglio comunale, esemplifica il livore, il malessere quasi fisico (un mal di pancia per fare un esempio) che la maggioranza esprime sull’avvicendamento tra l’ing. Mimmo Prisinzano e l’ing. Nicola Raimondo. La causa sarebbe -sempre secondo questa dichiarazione di voto- che l’avvicendamento sia stato caratterizzato “da ambiguità e zone d’ombra”, denotando ancora una volta l’irriducibile impermeabilità dei Consiglieri comunali di maggioranza anche a fatti acclarati dall’Assessorato agli Enti Locali.
Ma visto che ancora ne continuate a parlare, quali sarebbero gli aspetti caratterizzati da “ambiguità e zone d’ombra” anche solo a livello politico?
Sarebbero forse aspetti addebitabili ai Consiglieri della Costituente che hanno solo e sempre agito avendo come punti cardinali il rispetto della normativa per l’avvicendamento e il diritto della Costituente e di Nicola Raimondo, primo dei non eletti, di insediarsi al posto di Mimmo Prisinzano dimissionario?
O forse le “ambiguità e le zone d’ombra” sono addebitabili a Nicola Raimondo che, disponibile al subentro, aveva subito evidenziato com’era preciso dovere, la sua momentanea non compatibilità avendo un incarico da completare per il comune di Castelbuono? Incarico che, per inciso, in caso di sua rinuncia avrebbe creato ritardi al committente e alle ditte coinvolte come ha chiarito nel discorso di insediamento Nicola.
O gli aspetti ambigui e le zone d’ombra sono da ricercare nella spontanea e, lasciateci dire, generosa rinuncia al compenso per l’incarico ufficializzata da Nicola Raimondo sempre nel discorso di insediamento?
E ancora, se questa fosse la matrice delle “ambiguità e zone d’ombra”, sarebbero scomparse se Nicola Raimondo avesse rimesso prontamente l’incarico per subentrare? Perché questa era l’alternativa se non si fosse atteso il completamento dell’incarico. O dobbiamo pensare che i Consiglieri della maggioranza contavano proprio su questa alternativa, così da poter accusare Nicola Raimondo e la Costituente di non avere tenuto in conto l’interesse pubblico del Comune di Castelbuono e delle ditte coinvolte?
O forse avrebbero voluto scegliere nella lista chi doveva subentrare? Forse Nicola non era gradito?
E se fosse l’aver rimandato le dimissioni da parte di Mimmo lo scenario pregno di “ambiguità e zone d’ombra”, quali avrebbero potuto essere gli inconfessabili motivi che avete in mente? Non era legittimo dare la possibilità a Nicola di completare l’incarico e al Comune di Castelbuono e alle ditte interessate di non risentire di ritardi che potevano risultare critici? E così facendo Mimmo, diversamente dalle falsità da voi ventilate nella dichiarazione di voto, non ha forse fatto l’interesse del Comune.
Vi rendete conto che parlate di persone, professionisti e protagonisti dell’agone politico locale la cui moralità e competenza è al di fuori di ogni sospetto? E non perché lo diciamo noi della Costituente ma perché lo dice tutto il paese; sì, persino quel fantomatico “paese reale” che tanto vi è caro.
Allora abbiate la decenza di chiudere questo teatrino che ha stancato le persone impegnate quotidianamente con problemi veri e non con strumentalizzazioni false e pretestuose, volte a nascondere i vostri madornali errori.
Le vostre recriminazioni non sono altro che giri di parole e perifrasi che servono solo a confondere per fare passare messaggi falsi e, finché non denuncerete queste fantomatiche “ambiguità e zone d’ombra”, la Presidenza dell’Assemblea della Costituente (Presidente e vice Presidente) vi accuserà, senza giri di parole, di aver solo voluto pescare nel torbido. Solo che alla fine della pesca soltanto il torbido vi è rimasto in mano, senza pesce. Così non potendo gustare il pesce che non c’era, vi siete accontentati del brodo: insipido, livido, indigesto, ma pur sempre brodino caldo, che può lenire la mancanza di “ambiguità e zone d’ombra” reali.
Avrete pensato che, come si dice, ogni tinta acqua leva a siti. Sarà, ma l’acqua torbida, come purtroppo i castelbuonesi sanno bene perché ci fanno i conti troppo spesso, invece di alleviarlo può acuire il mal di pancia.
Il Presidente e il vice Presidente dell’Assemblea dei soci della Costituente
Paolo Cicero e Maurizio Spallino







