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A Blufi,videosorveglianza mobile e tutela del territorio il tema del convegno sul presidio dei reati ambientali e la corretta gestione dei dati

Amministrazione, Polizia Locale ed esperti del settore a confronto sul valore degli strumenti progettati per la Polizia Locale e sul ruolo della privacy by design.Sono le 23:50. In comando arriva una chiamata: è in corso una rapina. L’operatore di Polizia Locale è preparato e determinato. Raggiunge il posto, riconosce il pericolo ed estrae dalla fondina la sua arma. Una pistola ad acqua.La scena fa sorridere, perché nessun agente affronterebbe un’emergenza con uno strumento tanto inadeguato. Eppure, in molti Comuni italiani accade qualcosa di analogo: la Polizia Locale è chiamata a contrastare fenomeni per natura itineranti e mobili — abbandono di rifiuti, spaccio, vandalismo — con strumenti progettati per stare fermi.È con questa immagine che Stefano Amato, esperto di videosorveglianza mobile per Enti Locali e fondatore di Ekiller, ha aperto il suo intervento al convegno svoltosi a Blufi (PA) il 4 giugno 2026, presso l’Aula Consiliare di Piazza Municipio. L’incontro, organizzato da ANVU Sicilia con ANCI Sicilia e la Città di Blufi, ha registrato una partecipazione significativa anche da parte di amministratori e operatori provenienti da centri vicini e non.
I lavori si erano aperti con i saluti delle autorità:

  • il Sindaco di Blufi Calogero Puleo e il Presidente del Consiglio Domenico Abbate i quali dopo aver salutato e ringraziato tutti i presenti, in particolar modo, per la gradita e proficua presenza, il Capitano della stazione dei Carabinieri di Petralia Sottana Vincenzo Acampora ( e i suoi collaboratori ) e quanti hanno collaborato all’ organizzazione del convegno, hanno sottolineato entrambi l’importanza della polizia locale e come la stessa viene percepita da tutta la cittadinanza come presidio “essenziale” e di prossimità che si affianca agli organi di controllo territoriali che oggi, malgrado la sempre più crescente carenza di risorse economiche e soprattutto di risorse umane nei confronti del comparto, sono costretti ad operare nel circondario con un carico di lavoro sempre maggiore ;
  • l’ Ispettore della Polizia Municipale di Blufi Patrizia Arena la quale riferisce : ” abbiamo voluto approfondire il tema della videosorveglianza urbana e le procedure operative per la Polizia Locale. Il recente D.Lgs. 116/2025 convertito in Legge 147/2025 , ha esteso i poteri di accertamento dei Comuni mediante i sistemi di videosorveglianza consentendo di sanzionare l’ abbandono dei rifiuti con la flagranza differita ( entro 48 ore dalla analisi video). La trasformazione del sistema sanzionatorio apportata dalla L.147/ 2025 al T.U.Ambientale 152/2006 inoltre , estende la responsabilita’ penale a quasi tutte le condotte illecite. Tuttavia questa facolta’ non rappresenta una deroga alle tutele della Privacy, ma richiede una rigorosa applicazione dei principi europei come delineati dal GDPR 679/2016 UE , cio’ ci impone di abbinare alla rapidita’ di azione il massimo rigore nel rispetto della privacy e delle valutazioni d’ impatto ( DPIA) garantendo l’ efficacia probatoria dei rilievi tecnologici.

  • Dunque piu’ controlli, piu’ sanzioni e maggiori tutele per il territorio.Ne consegue che per la Polizia Locale la videosorveglianza sia in modalita’ fissa , quanto mobile , rappresenta sicuramente un valido supporto.” e Osvaldo Busi, Vice Segretario Vicario nazionale ANVU — e con l’apertura affidata a Giovanni Battista D’Amico, Presidente regionale ANVU, nel ruolo di moderatore.Ad aprire le relazioni è stato il Dott. Marco Massavelli, DPO e già Comandante della Polizia Locale di Susa, con l’intervento “Polizia Locale 4.0: tecnologie di videosorveglianza e ruolo del DPO”. Massavelli ha tracciato l’evoluzione della sicurezza urbana — dalla videosorveglianza tradizionale ai sistemi intelligenti integrati — soffermandosi sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle attività di controllo del territorio e sui suoi limiti giuridici, sugli obblighi di privacy e cybersecurity alla luce del GDPR e dell’AI Act, e sul ruolo strategico del DPO nella redazione delle valutazioni d’impatto (DPIA).
    Tornando alla metafora d’apertura, il riferimento di Amato è alla videosorveglianza tradizionale ancorata al palo, vincolata ai cablaggi di rete e alle agende tecniche degli installatori, gli unici a poter intervenire anche solo per modificare un angolo di ripresa. Ma anche a metodi obsoleti e dispendiosi: frugare tra i rifiuti alla ricerca di un indirizzo che riconduca al trasgressore, o i lunghi appostamenti che sottraggono ore preziose all’attività ordinaria dell’intero Comando.Da qui il filo conduttore dell’intervento, dal titolo “Presidiare o improvvisare?”: per contrastare e prevenire reati mobili servono strumenti mobili. Un principio attorno al quale Amato ha richiamato il ruolo della videosorveglianza mobile progettata per le Polizie Locali, nelle versioni a terra e a palo autoinstallante.
    Ampio spazio è stato dedicato alla Privacy by Design. Partendo dagli articoli 25 e 28 del GDPR, Amato ha illustrato come la responsabilità delle scelte tecnologiche ricada sull’Ente, e come un sistema professionale debba garantire crittografia dei dati, gestione delle privacy mask, certificazioni internazionali (come la ISO/IEC 27001) e, in caso di utilizzo del cloud, la qualificazione ACN. Un impianto, in sintesi, solido sul piano tecnologico e legittimato su quello normativo.

  • Il cerchio si è chiuso proprio sulla domanda di apertura — improvvisare o presidiare? — calata nel contesto del bando regionale “Sicilia Pulita”, che finanzia la dotazione dei Comuni con sistemi di videosorveglianza per contrastare e prevenire l’abbandono di rifiuti lungo le strade extraurbane siciliane. Con gli strumenti giusti, è la sintesi di Amato, è possibile ripristinare un presidio reale del territorio; con strumenti inadeguati, no.Dopo la pausa, i lavori sono ripresi con l’intervento di Osvaldo Busi — autore di pubblicazioni in materia ambientale e già Comandante di Castellammare del Golfo — dedicato agli aspetti operativi della normativa sui rifiuti introdotta dalla Legge 147 del 2025, riferimento oggi centrale per l’attività quotidiana dei Comandi.In questa cornice, Blufi è stata indicata come esempio di Comune virtuoso: un’amministrazione che ha dotato il territorio di un impianto di videosorveglianza nel pieno rispetto delle informative e delle norme, con il supporto del proprio DPO. Un modello di diligenza nella gestione dei dati richiamato più volte nel corso della giornata.
    Diverse amministrazioni presenti hanno richiesto approfondimenti operativi sulle modalità di adesione al bando, a conferma dell’interesse crescente verso soluzioni che uniscono bonifica e presidio del territorio.
     
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